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Il patrimonio ecclesiastico

La sezione del Catalogo regionale del patrimonio culturale che riguarda i beni ecclesiastici mobili è il risultato della fusione della banca dati costituita dal Centro regionale di catalogazione, attraverso le campagne di rilevamento condotte a partire dalla sua fondazione nel 1971, e di quelle realizzate dalle diocesi della regione nell’ambito del progetto di inventariazione informatizzata dei beni mobili artistici e storici promosso sul territorio nazionale dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI).
Lo sforzo delle istituzioni ecclesiastiche in questo ambito è stato sostenuto dalla Regione, attraverso la Legge regionale del 23 gennaio 2007, n. 1, articolo 6, comma 24 e la successiva stipula di apposite convenzioni con le diocesi di Udine, Concordia-Pordenone, Gorizia e Vittorio Veneto, che hanno portato al riversamento dei dati raccolti nel Catalogo regionale.

Tale collaborazione ha permesso di ottenere un duplice risultato: da un lato, il completamento del catalogo regionale dei beni ecclesiastici, tramite l’acquisizione di schede relative a beni non rilevati in precedenza; dall’altro, l’aggiornamento e l’integrazione dei dati nelle schede già presenti.

Il Servizio, in accordo con le istituzioni ecclesiastiche, ha stabilito le modalità di consultazione delle schede e precisato i diritti di riproduzione/pubblicazione delle immagini.

Modalità di accesso
Esigenze di tutela hanno consigliato di differenziare i livelli di accesso ai dati contenuti nelle schede dei beni mobili catalogati.
Gli utenti non registrati possono accedere ai dati essenziali di tutte le schede e consultarne una versione ridotta, che non ne rivela la collocazione fisica.

Gli utenti registrati, che abbiano richiesto e ottenuto il permesso di consultazione delle schede del patrimonio ecclesiastico, possono effettuare ricerche a partire dalla collocazione dei beni e accedere a una versione delle schede contenente un maggior numero di dati, compresi quelli relativi al luogo di conservazione.

Accesso alla consultazione
L’accesso alla consultazione della versione più ampia delle schede dei beni ecclesiastici è prevista per:
finalità di studio e ricerca
• istituti scolastici, università, istituti ed enti di ricerca
• studenti accreditati da scuole, università, istituti
• studiosi
finalità istituzionali
• enti locali
• amministrazioni pubbliche
• enti ecclesiastici

Modalità di registrazione
Per ottenere l’accesso alla versione estesa delle schede dei beni ecclesiastici è necessario compilare in modo chiaro ed esaustivo l’apposito modulo di registrazione.
Una volta accerta la rispondenza della domanda presentata ai criteri stabiliti, il Servizio rilascia il permesso di consultazione e ne dà comunicazione alle autorità ecclesiastiche, che hanno la possibilità di opporsi sulla base di giustificati motivi.

Riproduzioni fotografiche di beni ecclesiastici
Il Servizio potrà fornire le riproduzioni fotografiche dei beni di proprietà ecclesiastica conservate nel proprio Archivio fotografico, delle quali detiene i diritti. Le richieste del materiale fotografico di pertinenza di ciascuna diocesi, contrassegnato dalle rispettive indicazioni apposte in filigrana sulle riproduzioni, andranno invece inoltrate ai rispettivi uffici diocesani per i beni culturali:

Arcidiocesi di Udine – Ufficio Beni Culturali
Diocesi di Concordia Pordenone – Ufficio Diocesano Arte Sacra e Beni Culturali
Arcidiocesi di Gorizia – Ufficio Arte Sacra
Diocesi di Vittorio Veneto – Ufficio Diocesano per l’Arte sacra e per i Beni culturali Ecclesiastici