Villa De Grazia, della Torre Valsassina, Medea

Localizzazione
Medea (GO)
Oggetto
palazzo
Denominazione
Villa De Grazia, della Torre Valsassina
Uso storico
abitazione/ azienda agricola
Uso attuale
uffici - banca (intero complesso)
Codice scheda
A_2018

Il complesso si trova al centro del paese di Medea. Il corpo padronale, costituito da due piani e sottotetto, si affaccia su una piazzetta. La facciata, non simmetrica probabilmente a causa degli interventi subiti, ma che ricorda nel ritmo degli assi quello tipico delle case padronali, mostra finestre quadrate al piano terra, rettangolari al piano nobile e di dimensioni minori al sottotetto. Un ampio portone con cornice in pietra bugnata permette l’accesso all’atrio, sul quale si affacciavano il vano scale e le stanze di servizio; di qui si giunge alla corte interna chiusa sui lati da annessi rustici.

Il complesso fu costruito nel corso del XII secolo dal barone Francesco De Grazia, e tramandato agli eredi della famiglia fino al 1900 quando morì la baronessa De Grazia e la proprietà passò al marito, il conte Luigi della Torre. Il figlio ereditò, oltre alla casa di Medea, anche possedimenti a Gorizia, Villalta e Cargnacco, vendette questi ultimi due e per suo volere, non avendo figli, lasciò tutto alla cognata Paola, contessa di Siballich, di origini ungheresi, moglie del conte Lodovico della Torre Valsassina. La coppia adottò il conte Filippo Thurn Valsassina lasciandogli in eredità i loro averi che vennero tramandati al figlio conte Cristoforo insieme alle proprietà di Ziracco. La villa era legata a una fiorente azienda agricola che per molti anni diede lavoro agli abitanti del circondario. Sul retro della villa, confinante con la residenza della famiglia Franzoni, c’era un ampio brolo. Nel corso dell’Ottocento, come spesso avveniva tra le famiglie nobili, i della Torre Valsassina e i Franzoni si giocarono in una partita a carte il possedimento del terreno; vinsero i Franzoni che così poterono annettere il brolo alla loro villa, mentre la famiglia perdente conservò il mazzo di carte a Ziracco scrivendoci sopra «maledette carte!». Nel corso della prima guerra mondiale il complesso venne notevolmente danneggiato, successivamente venne ristrutturato e nel 1955 passò di proprietà allo IACP di Gorizia che trasformò il corpo dominicale e i rustici in appartamenti. Nonostante gli interventi è ancora leggibile la conformazione planimetrica a “C” dell’insediamento.

BIBLIOGRAFIA

Ville venete, Ville venete: la Regione Friuli Venezia Giulia, Venezia 2005

Dove si trova