Villa De Marchi, Frova, Corner, Posocco, Caneva

Localizzazione
Caneva (PN) Stevenà
Oggetto
villa
Denominazione
Villa De Marchi, Frova, Corner, Posocco
Altra denominazione
illa De Marchi, Barbieri, Frova, Corner, Posocco
Ambito culturale
maestranze friulane (?)
Uso storico
filanda - abitazione
Uso attuale
espositivo - biblioteca
Codice scheda
A_2109

Complesso costituito dal corpo padronale su tre piani più sottotetto, con piccole ali laterali leggermente avanzate, da una barchessa adiacente ad ovest, su tre livelli e con ampio porticato terreno, da un giardino e da un grande parco. La villa è organizzata e decorata secondo un gusto veneto, ma di questo stile non rispetta nè le proporzioni, nè l'impianto della tipica successione dei volumi. Il pesante timpano schiacciato, con acroteri e largo oculo ovale, poggia su un falso cornicione aggettante e segna l'assialità di facciata, che non è però rispettata nell'ordine planimetrico interno. Infatti questo non è organizzato intorno al salone centrale, assai stretto, ma piuttosto attorno ai corridoi laterali, seguendo uno schema dettato dalla funzionalità degli spazi secondari. Queste sale laterali sono stranamente a cavallo tra il corpo centrale e le piccole ali laterali, creando vani con una prospicienza luminosa verso il cortile. In facciata colorate fasce marcapiano dividono le file di aperture, mentre a marcare il piano nobile si trova un bel terrazzino con balaustri in pietra. A chiudere il lato nord della villa e del cortile si trova la bar- chessa porticata. Anche questo edificio fu investito dai lavori di trasformazione di Antonio De Marchi e Stefano De Marchi il Giovane, allorquando si decise di stabilire una filanda nelle immediate vicinanze del complesso. Al piano terra porticato si trova l'ambiente che era adibito ad essiccatoio, oggi un importante resto d'archeologia industriale poichè conserva ancora gli originali macchinari dell'opificio (quattro caldaie a cilindro). Al primo piano si trova invece la lunga sala di lavorazione, il cui pavimento presenta caratteristiche bucature che permettevano di far calare i bozzoli nei buratti essiccatori del piano sottostante. Il solaio in ferro e mattoni, sormontato da una caldana, regge il secondo piano dove si trovava il magazzino nel sottotetto aerato. Giardino: Posto nel minuto cortile stretto tra la residenza e l'opificio, non appare scenograficamente allineato con l'attuale accesso alla villa, che si trova alla sinistra della stessa, ma è invece in linea con l'accesso al parco. Parte del giardino continua nella parte retrostante alla villa. Parco: Questo lungo parco si distende ad ovest della villa ed è cinto da mura di sassi; il terreno venne acquistato da Antonio De Marchi nel 1855. Il suo livello è leggermente discendente rispetto all'altezza dell'impiantato dell'edificio ed è collegato al cortile da un cancello in ferro battuto sotto il quale, attraverso un piccolo tunnel, passa la calle della Madonna della Pace, un viottolo che dalla piazza principale di Stevenà porta alla chiesa votiva progettata da Stefano De Marchi il Giovane.

Il corpo centrale della residenza è antecedente al resto del fabbricato, e probabilmente era la casa, molto più modesta, del mastro muratore Stefano De Marchi il Vecchio, rispettivamente padre e nonno di due architetti piuttosto attivi nel pordenonese, Antonio e Stefano De Marchi. Anche il disegno della barchessa risale al primo progetto della villa, come attestato da un concio di volta dell'arco: S.D.M.F.F. 1790, ovvero Stefano De Marchi il vecchio. La villa è frutto, nelle sembianze con cui ci appare oggi, di una profonda ristrutturazione effettuata, a partire da un periodo immediatamente successivo al 1834, anno di redazione del catasto napoleonico che non riporta le modifiche, da Antonio De Marchi e dal figlio Stefano De Marchi il Giovane. La villa fu residenza della famiglia De Marchi fino al 1880 (anno della morte di Stefano De Marchi il giovane), fu venduta poi alla famiglia Barbieri e nel 1889 ai Frova, successivamente fu ereditata dai veneziani Corner, comperata dai Posocco che recentemente l’hanno ceduta al Comune di Caneva.

BIBLIOGRAFIA

Ville venete, Ville venete: la Regione Friuli Venezia Giulia, Venezia 2005

Dove si trova