villa Vicentini Miniussi, Ronchi dei Legionari

Localizzazione
Ronchi dei Legionari (GO)
Oggetto
villa
Denominazione
villa Vicentini Miniussi
Uso storico
abitazione e annessi rustici
Uso attuale
centro culturale - biblioteca - auditorium - sala polifunzionale - non in uso
Codice scheda
A_5658
Iscrizioni

La villa costruita da Vicentini è un edificio in stile neoclassico su tre livelli: uno di servizio, il piano nobile e la soffitta con una torretta che si eleva di altri due piani. Il corpo padronale ha pianta compatta e tripartita, il largo salone centrale corrisponde all’ampio loggiato in facciata. La loggia, delimitata da due colonne centrali, in stile neoclassico, presenta un ampio timpano al centro del quale si trova lo stemma di famiglia. Le parti laterali sono caratterizzate da finestre ad arco a tutto sesto con cornice. Internamente sono conservati numerosi affreschi: nell’atrio centrale, a destra, la villa è rappresentata affiancata dal teatro e da villa Carlo, mentre nella torretta sono rappresentate, sulle pareti, le quattro stagioni. La barchessa e la serra, che danno forma al cortile sul retro, non sono databili con certezza allo stesso periodo della villa, ma ne riprendono perfettamente lo stile e il carattere. La facciata posteriore è il frutto di alcune modifiche antecedenti la prima guerra mondiale che hanno portato anche alla costruzione di un corpo aggiuntivo, che non si lega stilisticamente alla villa, il quale ha privato la facciata della caratteristica simmetria. Contemporaneamente alla costruzione degli annessi, lo spazio prospiciente l’edificio venne probabilmente organizzato con un giardino all’italiana accessibile, dalla villa, con una scala a tenaglia. Sotto il giardino fu realizzata una cantina di forma ottagonale con nicchie e cornici decorate, collegata alla villa tramite un passaggio sotterraneo e con un’apertura in corrispondenza del centro del gazebo in ferro che arreda il giardino. Gli annessi erano schermati con un muro affiancato alla parete e decorato con finti archi, finestre e lesene.

Il complesso si affaccia sulla piazza di Ronchi e differisce dalle altre case padronali della zona poiché non è mai stata legato all’attività agricola. Nel 1827 Giacomo Vicentini, ingegnere e funzionario dell’Ispettorato Civico Edile di Trieste, acquistò il fondo da don Berini e, tra il 1829 e il 1851, vi fece costruire la villa, in stile neoclassico, e un piccolo teatro. L’edificio subì alcuni interventi di ristrutturazione dopo la morte di Giacomo Vicentini. La famiglia Vicentini rimane proprietaria del complesso fino al 1904 quando viene acquistato da Giuseppe Miniussi, imprenditore, che vi stabilisce la sua residenza. Con i successivi passaggi ereditari e le compravendite l’unitarietà del sistema è venuta meno nonostante un provvedimento di tutela dell’edificio emanato nel 1922 dal ministro della Pubblica Istruzione che proibiva di intervenire con modifiche o nuove costruzioni. Dopo la seconda guerra mondiale la villa fu trasformata in condominio con otto appartamenti e successivamente abbandonata. La villa è stata recentemente riaperta dopo un restauro durato parecchi anni e ospita la sede del Consorzio Culturale del Monfalconese (CCM), l'archivio della memoria, una biblioteca specializzata, l'ufficio centro sistema bibliotecario, la fototeca storica e la redazione della rivista "Il Territorio".

BIBLIOGRAFIA

Ville venete, Ville venete: la Regione Friuli Venezia Giulia, Venezia 2005

Dove si trova