Palazzo Polcenigo Fanna, Cavasso Nuovo

Localizzazione
Cavasso Nuovo (PN)
Oggetto
palazzo
Denominazione
Palazzo Polcenigo Fanna
Altra denominazione
Palacat o Palazat, Villa Polcenigo Fanna, detta "Palazat"
Ambito culturale
maestranze friulane
Uso storico
abitazione
Uso attuale
municipio - museo
Codice scheda
A_6654
Iscrizioni

Imponente struttura architettonica che riprende gli schemi del Castello e del palazzo, con torrioni angolari, torre centrale e largo uso del bugnato a riquadrare portali e finestre. La facciata, che prospetta su una delle piazze principali del paese, forma una quinta scenica di notevole impatto, e il nome con cui l'edificio è conosciuto, "Palazat", sottolinea proprio questo aspetto. Tutte le aperture sono contornate da cornici a bugnato rustico al fine di rafforzare l'idea di potenza e solidità. Alcuni tratti delle facciate erano sicuramente affrescati; se ne possono notare alcune tracce sul lato sinistro e sul fronte stesso in alcune finestre.

I signori polcenighesi di Fanna di Sopra, rimasti fino al XVI secolo nel castello di Mizza, vollero realizzare la loro residenza sul piano, poichè dalla seconda metà del Cinquecento, con l'ascesa del dominio veneziano, i castelli dell'arco pedemontano perdettero motivo di sussistere come elementi difensivi. I conti Fantusio e Antonio di Pol- cenigo Fanna costruirono, tra il 1562 e il 1594, una residenza dalle sembianze di castello alla francese, con due torri laterali angolari e circolari che delimitavano la facciata solenne caratterizzata dal portone e dalla torre centrale. Tra il XVI e il XVIII secolo la villa venne utilizzata come sede della giurisdizione locale. I Polcenigo godevano infatti di buoni rapporti con la Serenissima: ciò garantì un periodo di benessere che durò fino al 1797, quando le truppe napoleoniche scesero in paese e depredarono il palazzo. Il lavoro decorativo che il pittore bolognese Antonio Basoli realizzò all'inizio del XIX secolo è andato perso; il palazzo inoltre presentava alcuni affreschi di Domenico Tuzzi, del Settecento. Attualmente l'edificio, restaurato dopo il terremoto del 1976, è sede del municipio e in alcune stanze inoltre ospita il Museo Provinciale della vita contadina "Diogene Penzi" - sezione Lavoro ed Emigrazione. Con le provvidenze della L.R. 60/76 art. 37 del 2002, sono stati effettuati dei lavori di manutenzione straordinaria.

BIBLIOGRAFIA

Ville venete, Ville venete: la Regione Friuli Venezia Giulia, Venezia 2005

Dove si trova