sulla faccia superiore della lama: G. BUSCH & CO.
Lo scalpello presenta un manico, rifatto, in legno tornito, la cui sezione si restringe nella zona dell'innesto dell'utensile. L'inserto è quadrato, il colletto di medie dimensioni. L'utensile, in acciaio forgiato, è corto e con il tagliente normale rispetto al manico. Sulla lama è punzonata la scritta G. BUSCH & CO. in cartiglio orizzontale seguita dal simbolo verticale formato da due ovali obliqui a x con al centro una sorta di trifoglio che si prolunga verso il basso.
L'attrezzo potrebbe essere appartenuto al falegname ebanista Redento Tolloi (1891-1960) di Ronchi dei Legionari, in quanto la attrezzatura è confluita nella collezione del museo (per notizie su Tolloi, confrontare ad es. scheda 19221). La lama è stata prodotta dalla Fabbrica di utensili G. BUSCH & C. di Remscheid in Germania, le cui specialità erano scalpelli, ferri da pialla e ferro da stiro. Un tempo costava poco il lavoro e molto il materiale, per cui spesso gli artigiani acquistavano solo le parti che non potevano produrre da soli, come ad esempio gli utensili, cui aggiungevano poi manici personalizzati. Quando poi, i manici si usuravano, venivano rifatti. In questo caso il manico, visto il materiale e il tipo di usura, potrebbe essere stato rifatto dal figlio di Tolloi, Danilo Fracarossi.
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