La vite, in legno, presenta un corpo con filettatura triangolare e un pomello finale tornito e decorato con un filetto in corrispondenza del foro per il passaggio della manovella. Questa è costituita da un tondino di acciaio con le due estremità bloccate, rispettivamente, da un dado e un tondo, ribaditi per impedirne l'uscita.
Originariamente la manovella era in legno, e poi è stata sostituita con una in acciaio. Il bene è stato dato in comodato negli anni '80 del 1900 (comodato ufficializzato il 20/3/1995) ed acquistato in data 11/6/2012. La vite non presenta marchi di fabbrica e potrebbe essere stata realizzata sia da una bottega artigiana che da una piccola industria, forse locale. La zona da cui provengono gli oggetti del Museo di Farra si trovava sotto l'impero austroungarico fino agli anni 20 del XX secolo, dopo la prima guerra mondiale. Vista la situazione di confine ed il periodo storico, l'attrezzo potrebbe essere stato realizzato sia nell'attuale Italia, che in Austria, Slovenia o in altri paesi. E' anche possibile che sia stato realizzato da Tolloi, con manovella di Calligaris, in quanto le fonti orali riferiscono che fosse in grado di realizzare da solo gli attrezzi di cui aveva bisogno e l'attrezzo non presenta marchi di fabbrica.
Storia vite vino Friuli, Storia della vite e del vino in Friuli e a Trieste, Udine 2017
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