L’aconito comune è una specie a distribuzione eurasiatica presente in tutte le regioni dell’Italia continentale salvo che in Puglia. La distribuzione regionale è di tipo tendenzialmente alpico-carsico, estesa a tutte le aree montuose del Friuli; la specie è sicuramente presente in Carso negli orli di boschi mesofili dei M. Cocusso e Castellaro Maggiore (in Slovenia); altre località sono il M. Sabotino, le doline a nord di Zolla, i M. Lanaro e S. Leonardo e la parte slovena della Val Rosandra, su Flysch. Cresce in boschi aperti di latifoglie decidue, nelle forre montane, in consorzi di alte erbe nelle radure, su suoli piuttosto freschi e ricchi di sostanza organica, con optimum nella fascia montana. Tutte le specie del genere contengono diversi alcaloidi tra cui l'aconitina, un potente veleno, letale anche a dosi ridottissime: i sintomi sono un forte calore a gola e ventre, secchezza della lingua, vomito, diarrea, debolezza muscolare, aritmie sino all'arresto cardiaco. Il nome generico deriva dal greco 'akoniton' che negli scritti di Teofrasto e Dioscoride veniva usato per una pianta velenosa diffusa nei pressi di Acona, villaggio della Bitinia, quelle specifico dal greco 'lycos' (lupo) e 'chthonos' (terra), cioè 'delle terre dei lupi'. Forma biologica: emicriptofita scaposa. Periodo di fioritura: luglio-agosto.