angolo inferiore destro, su etichetta: 832
verso, margine sinistro, al centro: 1891 [sigla indecifrabile]
margine superiore, al centro: 65
verso, angolo inferiore destro: inv. 832 / Politi
Il disegno raffigura il momento immediatamente successivo al suicidio di Lucrezia. Modello di virtù della matrona romana, ella non poté sopportare il disonore della violenza usatale da Sesto Tarquinio, figlio del re Tarquinio il superbo, approfittando dell'ospitalità ricevuta. Quando l'aggressore ebbe lasciato la sua casa, la donna mandò a chiamare il marito, Lucio Tarquinio Collatino, e il padre, Spurio Lucrezio, impegnati nell'assedio di Ardea, pregandoli di farsi accompagnare da due uomini fidati, scelti dai congiunti, rispettivamente, in Lucio Giunio Bruto e Publio Valerio. Dopo aver loro raccontato l'accaduto e averli sollecitati a vendicare l'affronto subito, Lucrezia si diede la morte pugnalandosi al cuore. Nel disegno il dramma si è già consumato, la donna giace riversa tra le braccia del marito in lacrime e del padre che solleva dolente il pugnale nella mano sinistra. I due amici esprimono con una gestualità eloquente il turbamento e lo sconforto per il tragico epilogo. La scena è ambientata in un interno piuttosto spoglio, con un letto addossato alla parete di fondo e un'anfora sulla sinistra.
Donazzolo Cristante C., I Musei del Castello di Udine. La Galleria dei Disegni e delle Stampe Antiche. I disegni, Udine 2001
Comelli G., Odorico Politi, Udine 1947