disegno, Venier Pietro, XVII/ XVIII

Oggetto
disegno
Soggetto
adorazione dei Re Magi
Autore
Venier Pietro (1673/ 1737) - attr.
Cronologia
1737 ante
Materia e tecnica
carta/ matita rossa, matita, acquerellatura
Misure
mm - altezza 265, larghezza 189
Codice scheda
D_7192
Collocazione
Udine (UD)
Castello di Udine
Civici musei e gallerie di storia e arte. Gabinetto dei disegni e delle stampe
Iscrizioni

La composizione è incorniciata da strutture classicheggianti che potrebbero ricordare le rovine di un tempio. In particolare, a sinistra notiamo la presenza di una colonna monumentale, nei pressi di cui sembra poggiare una tettoia di paglia. Più sotto, al sommo di alcuni scalini, siede la Vergine col Bambino, alla sua sinistra fa capolino Giuseppe, poggiato su un muretto. Sul primo scalino notiamo la corona del primo re, inginocchiato di fronte alla Sacra Famiglia, come anche il secondo al suo fianco, più dietro sta il terzo, stante, accompagnato da due figure. Appena abbozzate, fra le mani, le coppe recanti i doni. In alto, da una sorta di terrazzamento, procede il corteo dei Magi, fra cui spiccano le figure di due cammelli.

L’unica iscrizione, presente sul recto, identifica Pietro Venier udinese come autore del foglio. L’elegante grafia è riconducibile alla mano del Reliable venetian hand, ignoto collezionista veneziano che mise assieme una vastissima collezione di grafica e le cui attribuzioni, generalmente corrette, gli sono appunto valse l’aggettivo ‘affidabile’ (MULLALY 1967; BETTAGNO 1966). Oggi dispersa, la collezione risulta composta perlopiù da disegni di ambito veneziano del XVIII secolo, riconoscibili proprio grazie a questa particolare iscrizione. Il disegno è inedito e sulla scheda non sono state riportate attribuzioni. Nonostante non vi sia motivo di dubitare della paternità del Venier è comunque da tenere in considerazione che, per i disegni appartenenti alla collezione del Reliable venetian hand, le assegnazioni più lontane cronologicamente dal collezionista (considerato che questi fu attivo circa fino agli anni ’80 del XVIII sec.), soprattutto per quanto concerne gli artisti minori, risultano meno affidabili (MULLALY 1967, p. 51). Il Venier fu un pittore attivo, per quanto sappiamo, esclusivamente in Friuli ed in particolare a Udine e nelle zone limitrofe; la sua produzione, di modeste ma non trascurabili dimensioni, si sostanzia in dipinti soprattutto a fresco, ma anche da cavalletto, di soggetto religioso. Mentre non v’è traccia di opere pittoriche che possano essere ricondotte in modo soddisfacente al foglio in questione, è stato possibile rinvenire un disegno assegnato con certezza al Venier: si tratta dello Studio per una lunetta di Parigi (Louvre). Il foglio presenta numerose analogie col nostro, a cominciare dall’iscrizione del Reliable venetian hand. Nonostante le tecniche molto differenti (penna e lavis per il foglio parigino), elementi comuni affiorano chiaramente nella costruzione delle figure, dei panneggi, ma soprattutto nei volti essenziali, tracciati con pochi veloci tocchi. Nonostante l’ambito lavorativo prettamente udinese, del Venier si hanno notizie anche circa la decorazione a fresco (ad oggi perduta) della chiesa di Santa Maria degli angeli di Pordenone (comunemente detta ‘chiesetta del Cristo’), per cui realizzò anche i due quadri ancora appesi alle pareti laterali del presbiterio. È proprio uno di questi – quello collocato sulla parete sinistra – a costituire l’unico confronto pittorico vagamente attinente al disegno in esame, poiché rappresenta il medesimo soggetto. Sull’altra parete v’è invece una Deposizione di Gesù dalla croce. Si afferma la paternità dei due dipinti al Venier nella descrizione delle opere della chiesa, parte della relativa scheda sul sito per il Censimento delle Chiese delle Diocesi italiane. L’Adorazione dei magi di Pordenone, tuttavia, nonostante risulti sensibilmente differente per composizione e formato rispetto al nostro disegno, ripropone uno schema affine nell’ideazione dello sfondo, con la presenza di colonne e della tettoia spiovente (il modello è di probabile derivazione riccesca, si veda in proposito l’Adorazione dei magi> della collezione G. Isham,(Lamport, UK) in cui per altro sono presenti anche i due cammelli che fanno capolino a un estremo della composizione, come nel disegno udinese; in proposito JEFFERY 1976, p. 129, n° 439). Anche il Gesù bambino, sebbene rappresentato specularmente, sembrerebbe desunto dallo stesso modello, in cui spiccano la fissità della posizione e la composizione della testa e delle braccia, una alzata a mezz’aria e l’altra posata sul ventre.

BIBLIOGRAFIA

Jeffrey D., L'opera completa di Sebastiano Ricci, Milano 1976

Mullaly T., "The Reliable Venetian Hand" an exhibition in Venice and some additions, in The Burlington Magazine, London 1967, V. 109, n. 766

Bettagno A., Disegni di una collezione veneziana del Settecento, Vicenza 1966