in basso a destra: GN
a sinistra all'altezza dei due fregi decorativi dell'ampolla: A / B
verso: Concorso Ampolla dantesca
Ampolla di matrice liberty, con piede a base esagonale sagomata, corpo con ampia fascia centrale decorata a figure, delimitata da due sottili cornici a dentelli e separata da un'altra fascia a figure posta nella parte superiore da una fascia a elementi geometrici. Il collo dell'ampolla è abbellito da un nodo a fascette e termina in un beccuccio circolare con coperchio costituito da un elemento fitomorfo. L'ampio manico dell'ampolla è composto da una figura femminile nuda che alza una lucerna da cui fuoriesce una lunga scia di fumo.
Il disegno fu donato nel 1930 ai CMSA dallo stesso autore. Nel 1907 la città di Firenze decise di donare una lampada votiva per illuminare la tomba di Dante a Ravenna e lo stesso anno il direttore de "L'Indipendente" Riccardo Zampieri lanciò l'idea che a sua volta Trieste donasse un'ampolla che potesse contenere l'olio per alimentare la fiamma della lampada. Il Circolo Artistico Triestino formò il "Comitato per l'ampolla di Dante" e bandì un primo concorso, espletato nel febbraio 1908, al quale parteciparono ben 29 artisti, tra cui Nassiguerra che presentò un bozzetto di sapore liberty, contrassegnato dal motto "Veni, sponsa de Libano!", verso tratto dal Trentesimo Canto del Purgatorio dantesco (il bozzetto è menzionato in un documento inedito conservato all'Archivio del Civico Museo di Storia Patria di Trieste e qui citato, relativo all'Esposizione dei 29 bozzetti promossa dal Circolo Artistico: cfr. Documenti Trieste inv. 10.070/216). Il disegno in esame (citato brevemente da Messina 2004) è lo studio preparatorio per il bozzetto in gesso. Per uno studio particolareggiato della fascia centrale dell'ampolla si veda il disegno di inv. 10/1553.
Messina M., Notizie su alcuni scultori attivi a Trieste tra '800 e '900: Giovanni Mayer, Giovanni Marin ed Annibale De Lotto, in Atti dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste, Trieste 2004, n. 19