recto, in basso a destra: dinopredonzani1946
Scena del martirio di San Giusto, rappresentato con le pietre legate al collo, alle mani e ai piedi. Dietro al Santo la barca, verticale e vista dall'alto e dietro ancora due figure maschili, di cui si vede la testa. Lo sfondo è blu.
Il disegno è legato all'opera a olio "San Giusto", del medesimo anno, presentata a Trieste, alla I Mostra giuliana d'Arte Sacra, di ubicazione ignota e di cui rimane un'immagine riprodotta nel catalogo "Dino Predonzani. Sogni di mare e di terra" (v. Crusvar 2005, p. 106).
Giusto, subì il martirio il 2 novembre del 303, durante la persecuzione di Diocleziano. Egli non rinnegò la fede cristiana e fu condannato da Mannacio, governatore di Trieste, che ordinò che fosse annegato in mare. I soldati gli legarono mani e piedi con una fune, alla quale vennero assicurati dei pesi, e con il cappio al collo fissato da una pietra lo portarono in riva al mare e poi al largo, dove fu gettato in mare. Dopo un sogno, il presbitero Sebastiano recuperò il suo corpo che fu seppellito di nascosto il 3 novembre. Venerato come Santo, è il patrono della città di Trieste.
Rispetto al dipinto, qui sono presenti anche le due figure dei soldati, sullo sfondo, dietro la barca. La linea di contorno è "nervosa", non continua, le figure sono abbozzate ma sono rese le loro espressioni, il tratto è rapido.
Un'altra versione è quella del disegno con numero d'inventario successivo (si veda la scheda D_11928).
Paganini S., Opere pittoriche e grafiche, in Dino Predonzani. Sogni di mare e di terra, Trieste 2005