disegno, Perizi Nino, XX

Oggetto
disegno
Soggetto
non figurativo
Autore
Perizi Nino (1917/ 1994)
Cronologia
1992
Materia e tecnica
carta bianca/ pittura ad acquerello
Misure
cm - altezza 25, larghezza 70
Codice scheda
D_12505
Collocazione
Trieste (TS)
Sede del Dipartimento studi umanistici
smaTs. Lascito Cilar
Iscrizioni

Forme astratte che richiamano gabbiani in volo sullo sfondo azzurro del cielo.

I colori protagonisti di questo dipinto ad acquerello sono il bianco e l'azzurro; a prima vista l'opera si presenta come una composizione astratta, una virtuosistica prova di macchie di colore acquerellate. Uno sguardo più attento permette di comprendere come a monte ci sia la volontà, da parte dell'artista, di sperimentare e interpretare il dato naturalistico (presente nel titolo "Nuvole e gabbiani") come riferimento puramente evocativo, in maniera personalissima, all'insegna di un intimo lirismo. È l'autore stesso a spiegare chiaramente l'intento della sua ricerca artistica della tarda maturità quando afferma che in: "queste nuvole cartacee, acquose […] si riflette il mio essere, il mio sentire. Con la tecnica dell’acquerello, il riscontro è immediato e riesco a catturare questi momenti che possono esaurirsi rapidamente; qualche tema l’ho ripetuto anche dieci volte, ma ne resta una sola versione". L'acquerello, datato 1992, fa parte di un insieme di 25 opere affini pubblicate da Perizi in un volume nel 1993 e presentate da Luigi Lambertini. In esso il dato naturalistico della rappresentazione si scompone nella luce, i volumi si smaterializzano nello spazio in una composizione che non perde l'equilibrio razionale e misurato e anzi segna un ritmo che fonda nel lirismo la propria forza espressiva. Lambertini definisce tale visione artistica "essenzialità primaria [...] al punto da essere diaframma di luce. [...] Il senso del volo, quella sospensione certa e leggera, erano il dettato di un processo progettuale che non rinnegava mai l’altra caratteristica del lavoro di Perizi e cioè quell’intimo lirismo che aveva, per l’appunto, nel rapporto forma-luce-spazio, la sintesi più alta. Il cielo ed il suo azzurro si stemperano nell’acqua del colore e la luce nel candore rugoso della carta." In proposito scriveva, nel 1991, anche Sergio Molesi: "[...] l'ultima impresa artistica è ancora più esaltante: dalla terra dove vivono e muoiono le foglie, l'artista, memore delle sue sculture esternatrici del volo, è partito alla conquista dell'azzurro dei cieli. Qui ha trovato le nubi, le bianche nuvole imbevute di chiarità che certamente gli hanno ricordato il prorompente luminismo che tanti anni prima egli aveva disciplinato nel gesto ordinatore. [...] il suo gesto nel contempo disgregatore e costruttore dà un senso di ordinata vitalità al rapporto tra il bianco e l'azzurro".
Si tratta di una sorta di percorso simbolico di ascensione che, partendo dalla realtà degli oggetti, volumi, forme e spazio, giunge a un'aerea vaporizzazione degli elementi della rappresentazione e che permette ai colori, orchestrati con perizia compositiva ed emozionale dall'artista, di divenire protagonisti.

BIBLIOGRAFIA

Perizi N./ Lambertini L., Nuvole e vento: venticinque acquerelli di Nino Perizi, Trieste 1993
Consulta UNITS

Nino Perizi, Nino Perizi. Opere 1935 - 1993, Monfalcone (GO) 1996