La composizione risulta impostata per piani successivi: in primo piano una coppia di alberi sempreverdi (con un pino dominante) forma una sorta di quinta arborea; la loro massa si accorda con il massiccio montuoso in secondo piano, fungendo da sipario che introduce alla veduta maestosa del fondale alpino. L’inquadratura valorizza lo slancio del pino e ne bilancia il profilo con la linea dei rilievi retrostanti; la scena insiste sul rapporto tra vegetazione e paesaggio alpino, vista l'assenza di figure umane, tipica nella produzione grafica dell'autore.
La resa a acquerello è controllata e nitida: colore quasi trasparente per il cielo e i dettagli in lontananza, sovrapposizioni leggere per modulare i piani montuosi mediante la prospettiva atmosferica, tocchi puntuali per aghi e ramificazioni.
Il motivo alpino e il taglio dal vero risultano coerenti con i soggetti frequentati dall’autore durante gli anni di docenza a Rovereto (fine XIX–inizi XX secolo).
Comel A., Luigi Comel pittore goriziano 1866-1934, Udine 1976