In un terreno agricolo ubicato subito ad ovest della sponda destra del fiume Natissa fu rilevata nel 1996 una fitta area di concentrazione di materiale archeologico grazie alle prospezioni condotte nell'ambito del Progetto S.A.R.A. Si notò in particolare la presenza di frammenti di anfore pertinenti a diverse produzioni (italica, orientale e africana), di laterizi, di frammenti lapidei e di tessere di mosaico. A questo fondo (p.c. 53/5) si possono riferire, in base a quanto riportato in legenda, due lastre fotografiche conservate nell'archivio del Museo di Aquileia e datate al 1955. Esse documentano la scoperta di alcune strutture murarie, di un'urna cineraria e di sepolture in anfora, messe in luce in limitato sondaggio di scavo. La scheda d'archivio dà inoltre notizia del ritrovamento di una statua muliebre.
L'insieme delle testimonianze sembra indicare un'area a duplice destinazione, abitativa e funeraria, a conferma di una dinamica distributiva tipica dello spazio suburbano di Aquileia, in particolare di quello sud-occidentale. L'evidenza archeologica trova infatti analogia con altre individuate a ovest del Natissa, lungo l'asse viario di Panigai diretto al mare (cfr. SI 797, 793, 786). La tipologia delle anfore documentate (Dr. 6B, Dr. 2-4, MR/LR 3, africane cilindriche) rappresenta l'unico elemento per l'inquadramento cronologico, suggerendo l'utilizzo dell'area dalla prima alla medio-tarda età imperiale.
Oriolo F., Prime esplorazioni e ricerche nel suburbio di Aquileia. L'area nel comparto sud-occidentale tra Bacchina e Panigai, in Studia archaeologica Monika Verzár Bass dicata, Trieste 2015
Maggi P./ Oriolo F., Luoghi e segni dell'abitare nel suburbio di Aquileia, in L'architettura privata ad Aquileia in età romana. Atti del Convegno di Studio (Padova, 21-22 febbraio 2011), Padova 2012