Biblioteca civica di San Giovanni al Natisone, fotografico

Biblioteca civica di San Giovanni al Natisone

Localizzazione
San Giovanni al Natisone (UD)
Villa de Brandis
Denominazione
Biblioteca civica di San Giovanni al Natisone
Tipologia
fotografico, artistico

Nel 1984 la contessa Caterina de Brandis, ultima discendente del nobile casato, le cui origini risalgono al Duecento, dispose con lascito testamentario che il complesso della villa e tutto il patrimonio in essa conservato fosse donato al Comune di San Giovanni al Natisone. Il complesso edilizio, realizzato tra il XVIII e il XIX secolo, si articola in tre parti collegate a formare un blocco unico a pianta rettangolare ed è completata sul retro da un parco all’inglese progettato a fine Ottocento dall’architetto milanese Giuseppe Rho. Notevole il patrimonio in essa conservato: oltre all’arredo e alle suppellettili originali, conserva l’importante quadreria, la collezione di stampe, la biblioteca, le carte dell’archivio gentilizio e l’archivio fotografico famigliare. Un patrimonio certamente unico e di inestimabile valore per la sua interezza e per l’articolazione delle sue collezioni che, unitamente al contesto architettonico, sono espressione del gusto e della cultura di una famiglia del Sette-Ottocento. Oggetto di un recente intervento di restauro oggi ospita nell’ala ottocentesca, la biblioteca, luogo deputato anche alla conservazione del delicato patrimonio librario, documentale e fotografico, mentre altre stanze della villa sono utilizzate come spazi espositivi.

La catalogazione

Tra il 1996 e 1997 il Centro regionale ha avviato la catalogazione del notevole patrimonio fotografico e delle stampe parte della collezione de Brandis. Nel caso di queste ultime si tratta di una trentina di incisioni prevalentemente del XVIII secolo, raffiguranti paesaggi agresti e scene bucoliche, acquistate da membri della famiglia come oggetti d’arredamento. Assai più interessante si presenta invece l’archivio fotografico famigliare, che per la sua completezza si rivela il ritratto di una importante e grande famiglia nobiliare friulana, letto attraverso i momenti quotidiani dalla seconda metà dell’Ottocento fino al 1982. L’archivio si compone di 5268 fotografie, 3878 delle quali sistemate in 52 raccoglitori, pervenute secondo l’ultimo ordinamento dato dalla stessa contessa Caterina de Brandis. L’archivio consente non solo di documentare le vicende della famiglia a cavallo di due secoli, ma anche di dare rappresentazione di un albero genealogico attraverso tre generazioni, l’ultima delle quali ha estinto il nobile cognome nella nascita di tre femmine, Isabella, Elena e Caterina. Solo del capostipite, Girolamo, e della sua consorte, Elena Caiselli, genitori di un unico figlio, Nicolò, non si sono individuate immagini fotografiche, ma soltanto dei piccoli ritratti del pittore Fausto Antonioli (1814-notizie 1883), conservati nella quadreria di famiglia. Lungo è l’elenco degli autori degli scatti, molti dei quali sono professionisti italiani o austriaci chiamati espressamente dai de Brandis. Ma tra questi si devono annoverare anche due membri della famiglia attratti dalla nuova tecnica artistica: i fratelli Augusto (1870-1928) e Ferruccio (1866-1924). Di quest’ultimo – primo dei tre figli di Nicolò de Brandis e Caterina Salvagnini – si possiede la documentazione di diverse gite in montagna, come quelle del 1893 in Carnia e in Val Raccolana e ancora quelle del 1899 e del 1900, oltre a diverse riprese della villa e del giardino residenziali. Di Augusto invece si può seguire il giro del mondo compiuto tra il 1907 e il 1908 a bordo della nave Puglia, fotografando secondo un criterio che privilegiava innanzitutto le vedute d'assieme, poi le sedi amministrative e i luoghi monumentali senza però escludere le scene di strada e con una particolare attenzione anche ai giardini. Il terzo fratello, Enrico (1868-1949), non coltivò passioni creative, ma essendo l'unico che prese moglie, Antonietta Ciconi Beltrame, lo ritroviamo molte volte in posa da solo o con i familiari. Per concludere l’albero genealogico si deve far riferimento ai servizi fotografici eseguiti in occasione dei matrimoni delle ultime eredi. Elena sposò Francesco Borgomanero nel 1931. Caterina andò in seconde nozze all'ufficiale dell'esercito Francesco Laricchiuta de Cillis, molto ritratto nell'archivio, oltre che come comandante durante la guerra, soprattutto come abile cavaliere in gioventù. E infine Isabella, celebrò la sua unione con Gino Schiavi con un servizio fotografico d'autore di mano di Enrico del Torso (1876-1955).

BIBLIOGRAFIA

Piccinno V., Musei e Collezioni nella Provincia di Udine. Percorsi di Storia e Arte. Museums and Collections in the Udine Province. Itineraries of History and Art, Udine 2010

Ritratto familiare, Un ritratto familiare. L'archivio fotografico de Brandis di San Giovanni al Natisone, Udine/ Passariano (UD)/ San Giovanni al Natisone 2002

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