L’opera si presenta come un’imponente colonna di metallo a sezione quadrangolare, composta da moduli sovrapposti che creano una sequenza ritmica ascensionale. La composizione è costituita da una sequenza di volumi parallelepipedi a sezione quadrangolare, sovrapposti e saldati in successione, che conferiscono alla forma un andamento ascensionale. Le superfici, lisce e compatte, sono scandite da leggere interruzioni orizzontali corrispondenti alle giunzioni dei blocchi metallici, creando un ritmo regolare che accentua la scansione modulare della struttura. La parte terminale è chiusa da un grande parallelepipedo pieno, che rafforza l’impressione di stabilità e monumentalità.
Quest’opera si inserisce nel linguaggio tipico di Ceschia, scultore friulano attivo nella seconda metà del Novecento, che ha privilegiato l’uso del metallo in grandi strutture modulari, mirate a instaurare un dialogo diretto con lo spazio urbano e naturale. In “Totem”, la monumentalità austera si coniuga con una ricerca di equilibrio formale, traducendo in chiave contemporanea il valore archetipico della colonna come elemento costruttivo e simbolico: un segno eretto nello spazio, punto di riferimento e di orientamento per la comunità, con un richiamo ancestrale ai simboli tribali e rituali. Luciano Ceschia traduce questo concetto in una chiave rigorosamente contemporanea, eliminando ogni elemento figurativo e riducendo la forma a una pura geometria modulare. Il linguaggio essenziale, basato su linee rette, volumi squadrati e ripetizioni seriali, rivela una riflessione sulla scultura come architettura dello spazio, in dialogo costante con il paesaggio naturale in cui è inserita. La scelta del metallo, materiale industriale e resistente, esprime la tensione verso una modernità costruttiva, dove l’opera assume il carattere di “segnale urbano” più che di oggetto isolato. La monumentalità sobria e austera di “Totem” conferisce al lavoro un carattere di assolutezza, inscrivendolo in una poetica che coniuga memoria arcaica e sperimentazione moderna.
Il “Totem” di Lignano si avvicina per stile e poetica a quelli collocati a Collato di Tarcento, vicino allo studio dello scultore. (cfr. Cerritelli 2000, p. 38).
Cerritelli C., Luciano Ceschia, Udine 2000
Agostinelli F., Lo scultore e l'architetto. Girasoli a Lignano, in Lignan, Udine 2014, II-2