di lato: SIMON BENETTON 2000
La scultura si presenta come una struttura arcuata in metallo, dalla quale si dipartono, lungo il lato convesso, una serie di anelli metallici concentrici. Disposti in sequenza modulare, essi generano un volume ellittico, sospeso nello spazio e caratterizzato da una marcata leggerezza visiva. Il ritmo dei cerchi, scandito, ma al tempo stesso vibrante, produce effetti di trasparenza e dinamismo che mutano in relazione alla luce e alla posizione dello spettatore.
"Arcobalenante" appartiene pienamente alla poetica di Simon Benetton, che ha fatto dell’uso dell’acciaio il centro della sua indagine artistica. La sua ricerca, avviata negli anni Sessanta, si è sviluppata in direzione di una scultura che coniuga energia dinamica e lirismo formale, facendo della materia metallica un veicolo di leggerezza e movimento, in netta contrapposizione alla sua naturale staticità e pesantezza. La serialità degli anelli metallici, così come la tensione arcuata della struttura, sono elementi ricorrenti nella produzione di Benetton, nei quali l’artista sviluppa un linguaggio che riflette sulla forza vitale dell’acciaio e sulla sua capacità di farsi segno grafico nello spazio. In "Arcobalenante" la ripetizione modulare diventa vibrazione visiva, evocando la natura effimera e cangiante dell’arcobaleno attraverso un dispositivo plastico che mantiene al tempo stesso monumentalità e trasparenza. Il titolo dell'opera "Arcobalenante", suggerisce un’azione in divenire: non un arcobaleno statico, ma un fenomeno in movimento, un processo. L’opera non rappresenta, ma evoca: invita lo spettatore a cogliere la mutevolezza della percezione, a fare esperienza del cambiamento continuo della luce e della visione. In questo senso, la scultura non è solo un oggetto fisico, ma un evento percettivo, che acquista senso nel suo relazionarsi all’ambiente, al tempo atmosferico e allo sguardo dello spettatore.
L'opera presentata a Lignano alla mostra "Simon Benetton. Sculture in città", venne esposta nel Lungomare Trieste.
Maugeri S., Simon Benetton, Bassano del Grappa (VI) 1981