Ritratto di Marianna de Posareli nata Morelli, dipinto

Oggetto
dipinto
Soggetto
ritratto di donna: Marianna Morelli de Posarelli
Ambito culturale
ambito goriziano
Cronologia
1775 ca.
Misure
cm - altezza 79, larghezza 63.5
Codice scheda
OA_8377
Collocazione
Gorizia (GO)
Musei Provinciali di Borgo Castello
Musei Provinciali. Museo della moda e delle arti applicate
Iscrizioni

L’effigiata è rappresentata a mezzo busto, il corpo leggermente girato verso sinistra e il viso rivolto all’osservatore. Il braccio sinistro, tagliato dalla parte inferiore della cornice, è visibile fino al gomito mentre nella mano destra, posizionata in primo piano, la donna regge un ventaglio chiuso. Allineandosi alle mode tardo rococò diffuse da Maria Antonietta tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta del Settecento, la nobile goriziana indossa un abito di velluto turchese con maniche abbellite da nastri bianchi e ampi pizzi che riprendono quelli distribuiti attorno alla generosa scollatura di forma rettangolare. Nastri di seta rosa serrano l’ampia cuffia in cui è a stento nascosta la voluminosa chioma mentre un bracciale di perle, anelli ed orecchini di diamante completano il sontuoso abbigliamento.

Come rivela l’iscrizione che percorre la parte superiore della tela, il ritratto raffigura la nobildonna goriziana «MARIANA DE POSARELLI NATTA DE MORELLI A. D. 1736». Assieme al ritratto del marito Ignazio de Posarelli (cfr. inv. 388/06), in passato l’opera è stata attribuita a Carl Lichtenreiter, artista goriziano figlio del più noto Johann Michael (Medeot 1975, p. 3). L’ipotesi, suffragata dalla presunta affinità con altri ritratti ritenuti sicuramente di mano del Lichtenreiter, è stata messa in discussione da un’analisi più puntuale proprio delle tele conservate presso i Musei Provinciali di Gorizia. (Antonello 1996, p. 33; Šerbelj 2002, p. 212). La presunta vicinanza stilistica con il Ritratto di Giovan Battista Formica sfuma infatti di fronte alla maggiore rigidità e secchezza di segno dell’effige femminile, appiattita su un fondo monocromo da cui viene eliminato qualsiasi accenno di ambientazione. Analogamente, le due tele divergono per la più profonda espressività dello sguardo di Formica, raggelata dall’immobilità degli occhi della Posarelli e dalla decisione con cui serra le labbra. Pur espungendola dal catalogo del Lichtenreiter, l’opera può essere assegnata ad un artista la cui formazione nordica è tradita dalla precisione di segno, dall’incisività dei contorni e dalle superfici estremamente levigate. Il maggiore realismo riscontrabile nella trattazione delle stoffe è una conseguenza della cura riposta nella distribuzione delle ombre, imputabile forse alla volontà dell’autore di accrescere la perspicuità dei ricchi tessuti che circondano la ritrattata per meglio evidenziarne lo status sociale. La tavolozza fredda cui ricorre l’artista si avvale di tinte capaci di esaltarsi vicendevolmente grazie anche a “zone di passaggio” come quella costituita dalla bordatura di pizzo, capace di mitigare lo scarto fra il pallido decolletè e il morbido turchese dell’abito. Ancora arcaizzante per l’espediente dell’iscrizione inserita nel dipinto, l’opera si rivela come uno dei numerosi ritratti da parata nei quali al pittore veniva richiesto di annullare tanto la propria individualità quanto il sentimento dell’effigiata, paralizzato in uno sguardo vitreo reso ancora più distante dal profondo incavo degli occhi. La possibilità di aggiornamento sulle mode dell’epoca e l’esposizione delle proprie sostanze restano a questa data gli unici motivi di una ritrattistica artisticamente onesta e volutamente convenzionale. (MOGOROVICH 2007, p. 50). Il dipinto è stato acquistato dall'antiquario Clemente da R.M. Cossar nel 1935.

BIBLIOGRAFIA

Mogorovich E., Schede, in La Pinacoteca dei Musei Provinciali di Gorizia, Vicenza 2007

Guida Museo, Guida al Museo della Moda e delle Arti Applicate, Gorizia 2005

Šerbelj F., ad vocem, Carl Lichtenreiter, in La pittura barocca nel Goriziano, Lubiana 2002

Antonello A., Qualche appunto per Carl Lichtenreiter, in I Lichtenreiter nella Gorizia del ‘700, Gorizia 1996

Malni Pascoletti M., Aureo Ottocento. La collezione di gioielli dei Musei Provinciali di Gorizia, Udine 1989

Maria Teresa, Maria Teresa e il Settecento goriziano, Gorizia 1982

Bradaschia G., Andiamo insieme a visitare i Musei Provinciali di Gorizia, Gorizia 1980

Tavano S., Il castello di Gorizia e il suo borgo, Gorizia 1978

Medeot M., Due ritrattisti goriziani, in Voce Isontina, Gorizia 1975, a. XII,n. 15, 12 aprile

costume friulano, Il costume friulano, Udine 1969