retro, sul cartone: Sofronio Pocarini / Gorizia via [...]ssi 10/ prezzo lire 380
Il paesaggio si articola in una serie di campiture cromatiche omogenee che evocano, in forme geometricamente stilizzate, alcuni edifici proiettati in primo piano contro il fondale montuoso su cui si profilano le arcate chiare di un ponte.
L’opera, che presenta caratteristiche stilistiche affini al quadro dal titolo L’armonia dell’imbrunire (inv. 094/06), fu verosimilmente realizzata intorno al 1930 per essere esposta alla Biennale veneziana di quell’anno. Antonio Morassi (1976), commentando la produzione pittorica di Pocarini nel corso degli anni Venti, ne sottolineava la consonanza espressiva con le opere in legno presentate alla Prima Esposizione goriziana di Belle Arti, nel 1924, dall’artista di origini slovene Metodio Paternelj. Se tale suggerimento può essere accolto in linea generale, non si deve dimenticare il peso che i dibattiti sull’arte d’avanguardia del cosiddetto “secondo Futurismo” poterono esercitare su di una personalità attenta e partecipe come quella del pubblicista goriziano. Gli echi delle questioni discusse a livello nazionale giungevano in regione, non solo per il tramite delle riviste specializzate che circolavano negli ambienti artistici dell’epoca, ma anche grazie ai rapporti personali che pittori e scultori locali erano riusciti ad avviare con alcune delle personalità di spicco del panorama figurativo italiano. Si pensi, ad esempio, a Giorgio Carmelich che nei primi anni Venti aveva conosciuto Enrico Prampolini e Fortunato Depero con i quali si era artisticamente misurato e che, nel 1923, era entrato a far parte del Movimento Futurista Giuliano capitanato proprio da Sofronio Pocarini. Quest’ultimo, ammiratore del pittore triestino, gli aveva dedicato il primo numero della rivista «L’Aurora», da lui stesso edita nel capoluogo isontino. Se, anzi, qualche riferimento visivo può essere invocato per il dipinto di cui si tratta, esso deve indicarsi nell’opera Alberi e case realizzata da Carmelich nel 1924 (inv. 145/06). Le due immagini, infatti, sembrano condividere la medesima ricerca di sintesi formale conseguita sotto l’influsso di Depero quella del triestino, più autonoma e strutturale questa, del pubblicista goriziano. (GRANSINIGH 2007, p. 202)
Pinacoteca estate, Pinacoteca d'estate. Viaggio nel primo '900. Opere della Pinacoteca dei Musei Provinciali di Gorizia, s.l. 2010
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