Tabouret (sgabello) consistente in una ricca base in legno intagliato e dorato composta da una fascia con moti vi a cartoccio e quattro gambe a doppie volute riccamente intagliate e desinenti a ricciolo accentuato. Sono raccordate da un mazzo centrale intagliato a tutto tondo che occupa totalmente il vano tra le gambe. Il sedile circolare imbottito ha una tappezzeria lavorata a "piccolo punto" riportante un mazzo di fiori sul fondo blu dal disegno ottocentesco, diverso per ogni tabouret, impostato sui toni del beige, rosa, verde, giallo, ocra. Un cordoncino incornicia il piano ed una bordura di passamaneria a nido d'ape decora il bordo del sedile.
Questo sedile, come tipologia, appartenente a quel gusto prettamente ottocentesco che profondeva sgabelli, poufs, tabouret nei suoi ridondanti arredamenti dominati da un notevole "horror vacui". Con questo tabouret impregnato di ridondanza barocca nella pesantezza degli ornati e nella massiccia impostazione della struttura vengono rivisitati tutti gli elementi decorativi del barocco e del rococò, creando tuttavia un piacevole ibrido nel clima di quell'eclettismo che assorbiva ed interpretava la tradizione del passato.
Abitare periferia, Abitare la periferia dell'Impero nell'800, Trieste 1990