dipinto murale, Urbanis Giulio, XVI

Oggetto
dipinto murale
Soggetto
dottori della chiesa con evangelisti, profeti e sibille, storie della vita di Cristo, Tobia e san Raffaele arcangelo, santi
Autore
Urbanis Giulio (1540/ 1613)
Cronologia
1582 - 1583
Misure
cm - altezza 600, larghezza 350, profondità 300
Codice scheda
OA_11915
Iscrizioni

Sulla volta della sacrestia trovano collocazione figure di quattro Dottori della Chiesa e dei quattro Evangelisti accompagnati da profeti, raggruppati a due a due. Sotto ciascuna coppia entro medaglioni erano dipinte quattro sibille con cartigli: due appartengono al ciclo originale, una è ridipinta e la quarta è perduta. Il Profeta Giona si accompagna a un Santo vescovo (probabilmente Agostino), cui corrispondono un Profeta non identificato e San Marco Evangelista accompagnato dal proprio simbolo (leone). Alla base della vela che ospita queste figurazioni è posto il tondo con la Sibilla Libica. La vela seguente accoglie le coppie costituite dal profeta Aggeo con San Gregorio e dal Profeta Sofonia con San Matteo Evangelista accompagnato dall'angelo, suo simbolo; al di sotto è dipinta la Sibilla Delfica. Sulla terza vela il Profeta Gioele e San Girolamo sono posti accanto al Profeta Isaia e a San Luca Evangelista con il bue; la Sibilla sottostante è perduta. La quarta vela affianca la coppia formata dal Profeta Baruc e da un Santo Vescovo (probabilmente Ambrogio) a quella del Profeta Abacuc e di San Giovanni Evangelista con l'aquila. Nel pennacchio sottostante è affrescata la Sibilla Persica ridipinta nel Settecento. Alla stessa mano di deve la colomba dello Spirito Santo con angioletti e cherubini nella lunetta della parete parete di ingresso e le figure allegoriche della Fede e della Purezza (?) sugli sguinci della finestra della parete di fondo. Sulla lunetta seguente è dipinta la pesca miracolosa (e la contestuale chiamata di di San Pietro e Sant'Andrea), delimitata a destra da una finta edicola con timpano triangolare che inquadra una finestrella. Sulla specchiatura marmorea posta sopra il timpano dipinto e su un cartiglio posto sull'architrave si leggono due iscrizioni: la prima consente di datare il ciclo, la seconda contiene la firma del pittore. Nelle altre pareti si susseguono: la fuga in Egitto, Cristo e la Samaritana al pozzo, Tobia e l'angelo, due santi su uno sfondo paesaggistico percorso da un fiume: il primo personaggio regge un'asta di cui non si vede la parte superiore, mentre il sinistro reca una spada e potrebbe quindi essere San Paolo. Non si tratterebbe dunque della raffigurazione del battesimo di Cristo come è stato indicato da altri.