La Filatrice, dipinto, Longhi Pietro, XVIII

Oggetto
dipinto
Soggetto
interno con figure
Autore
Longhi Pietro (1701/ 1785)
Cronologia
1740 - 1750
Misure
cm - altezza 61, larghezza 50
Codice scheda
OA_13583
Collocazione
Zoppola (PN)
Castello di Zoppola

Gruppo centrale composto dalla filatrice attorniata da due personaggi maschili, uno in veste azzurra appoggiato a uno sgabello, l'altro in giacca rosso scuro rivolto alla filatrice. Una vecchia accoccolata vicino al focolaio attende a un paiolo. In primo piano un'altro paiolo con un mestolo e una botte con un fiasco e uno strofinaccio. Sullo sfondo la nappa con un orcio e dei panni grigi stesi ad asciugare. Colori dominanti: vari toni di ocra con poche note di bianco, azzurro, rosso e grigio. Le cornici coeve sono in legno dorato rilevato a gesso.

Quella in esame e le altre tre opere di Pietro Longhi conservate nel castello di Zoppola, facevano parte di una serie di otto episodi di Vita dei contadini di proprietà dei conti Gambara di Venezia. Delle due ultime eredi del nome e della sostanza della casata, senza discendenza maschile, una Maria sposò Niccolò Panciera di Zoppola, trisavolo degli attuali conti di Zoppola e portò i suoi quattro Longhi nel castello friulano, l'altra Elena, sposò Achille Perusini ed ebbe gli altri quattro quadri. La figlia di Elena, Elena Perusini, vedova del conte Freschi di Cuccagna, offrì i suoi Longhi ai Musei Civici veneziani. Attualmente questi ultimi si trovano al Museo di Ca' Rezzonico e sono inventariati con La polenta (n. 1305), Le lavandaie (n. 1306), L'allegra coppia (n. 1307), La filatrice (n. 1308).
Delle quattro opere pertinenti al castello di Zoppola, analizzate a fondo da autorevoli studiosi, rimane incerta solo la datazione. Infatti mentre Arslan, Pallucchini, Valcanover, e Pignatti propendono a fissarla prima del 1740, in considerazione dello stimolo che il crudo realismo del Crespi e la bonomia del Carlevarijs potrebbero aver esercitato sul giovane Longhi, altri, come Moschini e Rizzi, suggeriscono una collocazione nel quinto decennio del Settecento. Rizzi ritrova in fatti in questi dipinti, oltre alla tradizione coloristica veneziana, qualche connessione alla vaporosità e all'eleganza del tocco che potrebbero essere mutuati da Watteau e da Chardin, e quindi si confermerebbero come esiti di una esperienza più matura.
Per Rizzi La Filatrice di questo dipinto trova il suo disegno preparatorio nel Pensieroso (inv. n. 525) del Museo Correr. Il tema della filatrice ha parecchie versioni: ne troviamo una alla Querini-Stampalia, un'altra nella collezione Bisacco-Palazzi di Venezia, un'altra ancora a Ca' Rezzonico, che è la più somigliante al dipinto di Zoppola. La versione di Ca' Rezzonico non si libera completamente dal segno, mentre quella di Zoppola s'impone per l'eleganza e la forza del colore e per la sua raffinatissima stesura. Sia Rizzi che Arslan si soffermano sulla figura della vecchia che suggerisce loro i tipi del Carneo.

BIBLIOGRAFIA

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