soffitto, Amalteo Pomponio, XVI

Oggetto
soffitto
Soggetto
stemma patriarcale: Antonio Panciera
Autore
Amalteo Pomponio (1505/ 1588)
Cronologia
1530 - 1539
Misure
cm - altezza 196, larghezza 135
Codice scheda
OA_13791
Collocazione
Zoppola (PN)
Castello di Zoppola
Iscrizioni

Soffittino ligneo di un ambiente scavato nel muro maestro del castello che parte da uno spessore di m. 3,60 al pianoterra per rastremarsi a m. 1,90 al primo piano, dove è situato questo ambiente. Il riquadro centrale ospita lo stemma del cardinale Antonio Panciera. Lo stemma su sfondo d'oro è contenuto in un ottagono affiancato lateralmente da due testine di putti alati. Da queste si dipartono tralci di vite che accolgono tra i racemi coppie di uccelli e teste d'ariete, trattati in monocromo grigio su sfondo azzurro. Conclude il soffitto una cornice a motivi stilizzati grigi e gialli su sfondo bruno e adorna agli angoli da patere d'oro, mentre i lati sono interrotti da rombi contenenti teste leonine. Il primo registro sotto il soffitto present a una fitta serie di libri; il bordo sottostante, dopo una cornice di palmette esibisce una serie di modanature consistenti in ovuli racchiusi in smerli e tra bordini decorati a tacche si snoda una fascia di spirali d'acanto e grottesche su uno sfondo azzurro interrotte da quattro cartigli bruni riportanti dei versi latini.

La tipologia di questa decorazione a grottesche viene introdotta in Veneto dal patriarca di Aquileia Marino Grimani e da suo fratello Giovanni e si diffonde maggiormente quando il suo ideatore Giovanni da Udine (1487 ca-1564), dopo aver operato per un ventennio a Roma nel 1453 si trasferisce a Udine, dove decora con le sue grottesche il palazzo udinese del conte Pietro di Valvasone e il castello di Colloredo. Miotti attribuisce il soggetto allo stesso Giovanni mentre Chino Ermacora, nel 1926, lo definiva semplicemente rinascimentale.
Caterina Furlan, in una puntuale analisi del 1982, dopo aver attribuito all'Amalteo gli affreschi delle due facciate del cortile interno dell'ala di ponente del castello, che le erano state segnalate dal restauratore Giancarlo Magri, gli riferisce anche la decorazione del soffitto dello studiolo e colloca il complesso di Zoppola nel quarto decennio del XVI secolo.
Questo ambiente era il luogo di studio e meditazione del cardinale Antonio Panciera che, all'inizio del XV secolo, convinse i fratelli a comperare Zoppola e la sua giurisdizione dando inizio così alla nuova dinastia dei Panciera di Zoppola.
Lo stemma della famiglia Panciera, al centro del soffitto, è completato dal cappello e dai cordoni patriarcali (10 fiocchi per lato), è troncato, già dal 1392, nella parte inferiore, con la stella a sette punte dello stemma dei Tomacelli, la casata di Bonifacio IX (1389-1404), concessione fatta ad Antonio Panciera dallo stesso papa in considerazione dell'appoggio ricevuto dall'allora vescovo di Concordia nella lotta contro lo scisma d'Occidente. Va ricordato che successivamente, dopo il difficile decennio di patriarcato (1402-1411) Antonio Panciera dovette accettare il cardinalato impostogli dall'antipapa Giovanni XXIII (1410-1415), per non acuire ulteriormente i problemi della chiesa aquileiese. All'illustre personaggio vengono attribuiti dal Liruti i versi contenuti nei cartigli.

BIBLIOGRAFIA

Aloisi S., Pomponio Amalteo e la pittura del Cinquecento in terra di Zoppola, Zoppola (PN) 2005

Furlan C., Novità sull'Amalteo decoratore: gli affreschi nel castello di Zoppola, in Arte Veneta, Venezia 1982, XXXVII

Miotti T., Castelli del Friuli - Gastaldie e giurisdizioni del Friuli centrale, Udine 1980, II-6

Ermacora C., Il castello e i signori di Zoppola, in La Panarie, 1926, a. III, n. 16