al centro, sulla lapide: VERI[TAS]
L'allegoria delle Arti è raffigurata da una serie di fanciulli paffuti che attorniano un putto semi sdraiato, colto nell'atto di scrivere su un supporto lapideo sorretto da un suo compagno, la parola Veritas.
I tre pannelli a rilievo di casa Moreau, progettata dai fratelli Vogel nel 1788, sono l'unico elemento originario sopravvissuto sul prospetto rimaneggiato profonderete nel 1904. La decorazione, opera di Antonio Bosa, raffigura nei rilievi laterali le allegorie della Musica e delle Arti e nel lungo fregio centrale quelle della Navigazione, del Commercio e dell'Abbondanza.
Il modellato mosso ed aggraziato delle figure insieme alla notevole perizia con cui sono resi i particolari naturalistici corrispondono alla fase più felice dell'opera di Bosa e possono essere assimilati cronologicamente alle decorazioni per il Palazzo della Borsa e per casa Biasoletto-Homero.
Firmiani F., Arte neoclassica a Trieste, Trieste 1989
Trieste architettura, Trieste. L'architettura neoclassica. Guida tematica, Trieste 1988