Composizione caratterizzata da una accentuata gestualità dei personaggi, raffigurati mentre si disperano per l'uccisione da parte di Licio Virginio della figlia Virginia. A sinistra della scena si vede abbandonato su una sedia il corpo ormai esanime della donna, sorretta da due ancelle, mentre dinanzi a lei il padre che che impugna ancora il pugnale nella mano sinistra e indica verso l'alto con la mano destra levata. Accanto a lui sulla destra un uomo, Appio Claudio (?) si copre il volto con il mantello in segno di disperazione, mentre altre due figure si stringono piangenti in un abbraccio. Licio Virginio pugnalò la figlia in tribunale per salvarla dalle brame di Appio Claudio che la pretendeva in schiava e stava per emettere una sentenza sul suo caso.
La Rotonda Pancera, progettata da Matteo Pertsch nel 1803 e terminata quattro anni più tardi, presenta, sotto l'affilata trabeazione che recinge il tetto, delle colonne di ordine gigante addossate al muro, tra i cui intercolumni si dispiega una fascia decorata ad altorilievo da Antonio Bosa con scene di ispirazione greco-romana. Oltre alle due statue a tutto tondo di Marte e Minerva poste lateralmente alle finestre che tripartiscono la facciata, il ciclo decorativo riproduce Volumnia e i figli davanti a Coriolano, la Morte di Virginia, Agamennone sacrifica Ifigenia e cinque lunette con soggetti allegorici.
Firmiani F., Arte neoclassica a Trieste, Trieste 1989
Trieste architettura, Trieste. L'architettura neoclassica. Guida tematica, Trieste 1988
Caputo F./ Masiero R., Trieste e l'Impero. La formazione di una città europea, Venezia 1988