in basso a destra: Eug Scomparini
Su uno sfondo di cielo blu cobalto si staglia un nudo femminile in volo, colto da sottoinsù, con un manto svolazzante rosa-azzurro che sorregge con la mano destra tesa in alto una torcia elettrica che con la sua luce vivissima squarcia l'oscurità del cielo.
La tela ha una cornice di legno liscia dipinta in nero e oro.
Eugenio Scomparini deve soprattutto la sua fama alla produzione di grandi complessi decorativi di palazzi, teatri, caffè, nei quali si esplica la forte vena tiepolesca dell'artista, aggiornata sul pittoricismo di Mariano Fortuny (1871-1949). Il quadro in esame è stato pubblicato recentemente dal Firmiani che vi ha giustamente riconosciuto un'Allegoria della luce elettrica, accostandolo dal punto di vista stilistico e compositivo ad altri due dipinti allegorici del nostro, l'Industria e il Cormnercio del 1897, eseguiti per il caffè della Stazione di Trieste. Il quadro in esame perciò dovrebbe porsi nello stesso periodo, e comunque una datazione post-quem potrebbe essere il 1886, anno in cui proprio il Palazzo Geiringer delle Generali fu il primo a Trieste ad essere dotato dell'illuminazione elettrica. Il quadro dello Scomparini quindi trattando un soggetto di estrema attualità probabilmente fu concepito quale omaggio a tale innovazione introdotta in città.
De Grassi M., Eugenio Scomparini, Trieste 2007, 9
Firmiani F., L'Allegoria dell'Elettricità di Eugenio Scomparini, in Bollettino delle Assicurazioni Generali, 1990, 8