in basso al centro: Carlo V/ Barbon/ Lanoie/ Pescara/ Vast/ Medinaceli/ S: Stefano/ De Silva/ Del Carpio/ Ascolana/ De Toledo/ De Cordoba/ Menesses/ D'Arcos/ Baluases/ Paredes/ 1747.
La grande tela fa da pendant alla Sottomissione di Ottocaro di Boemia a Rodolfo d'Asburgo che domina la parete opposta del salone di palazzo Tacò-Aita (cfr. scheda n. 63308). Se la paternità del dipinto non presenta particolari problemi, altrettanto non si può dire per il soggetto rappresentato che, nonostante le ipotesi avanzate continua a rimanere misterioso. L'interpretazione più comune comunque riconosce nella scena l'omaggio delle città abruzzesi a Carlo re di Castiglia e Aragona, eletto imperatore col nome di Carlo V. Tavano ha precisato che non esistette mai un "Carlo V Barbon", com'è segnato sul filatterio, e che dei nomi che lo seguono solo due si riferiscono a delle città abruzzesi (Vasto e Pescara), mentre gli altri appaiono, piuttosto, dei predicati nobiliari di famiglie spagnole (Tavano 1975, pp. 114-116). Non va esclusa l'ipotesi che si tratti di un'unione di tipo matrimoniale fra due grandi famiglie al cospetto del re. I due giovani che si vedono a lato del sovrano recano entrambi delle miniature ovali con l'effigie di se stessi: potrebbe trattarsi di un dono nuziale reciprocamente scambiato fra i due sposi, accompagnati da un largo seguito di nobili, soldati e servitori. Qui, nella complessa scenografia architettonica, sembrano farsi più evidenti che nell'altro quadro i riferimenti neotizianeschi e neoveronesiani (Antonello, 1996, p. 71).
Antonello A./ Klainscek W., I Lichtenreiter nella Gorizia del Settecento, Monfalcone (GO) 1996
Tavano S., Arte e artisti nordici nel goriziano (Gorizia 1991-1993), in Cultura tedesca nel goriziano, Gorizia 1995
Formentini G.F., La contea di Gorizia illustrata dai suoi figli, San Floriano del Collio (GO) 1984
Di Manzano F., Cenni Biografici dei letterati e artisti friulani, Udine 1884