Maria, in piedi sulla mezzaluna poggiante sul globo, schiaccia la testa del serpente e, aiutata da angeli, tiene sollevati i lembi dell'ampio manto, al di sotto del quale sono inginocchiati dieci cappuccini in atteggiamento orante. In alto teste alate di cherubini.
Nel dipinto è raffigurata la famiglia dei Cappuccini che all'epoca reggeva il convento, annesso al santuario della Santissima Trinità, in cui era collocata l'opera. I nomi dei Cappuccini (sei sacerdoti, un chierico e tre laici) si potevano leggere, prima della foderatura, sul retro della tela. È inoltre scomparsa l'iscrizione con la quale il pittore Giovanni Giuseppe Buzzi attestava di aver realizzato l'opera: "Io Gio. Giuseppe Buzzi pittore feci il presente quadro/ con gli altri otto SS.mi Martiri che sono in questa chiesa/ il tutto in gloria di Dio benedetto 1723 li 14 agosto".
Buzzi, sandanielese, ebbe una sua committenza locale, in Carnia e in Friuli, compresi alcuni paesi delle montagna e della pianura pordenonese, che gli affidò l'esecuzione di pale d'altare e affreschi. Le opere che gli vengono assegnate giungono a esiti artistici diversi: alcune risentono dell'influenza della pittura veneta, altre si rivelano "deboli nel colore e nell'invenzione" e solo "qualche buona pennellata e la non casuale disposizione delle figure nello spazio fanno dimenticare quella mancanza di respiro compositivo che è forse il suo difetto più grave" (Bergamini 1996, p. 26).
Merluzzi F., Schede, in Il museo civico di Gemona. Catalogo delle opere, Gemona del Friuli (UD) 2007
Bergamini G., Il Settecento in Friuli. Un secolo d'oro, in Giambattista Tiepolo. Forme e colori. La pittura del Settecento in Friuli, Milano 1996
Marchetti G., Gemona e il suo mandamento, Udine 1958