La giovane donna in piedi, dall'ampio manto giallo sulla veste azzurra, la mano destra appoggiata sul fianco, porge il palmo dell'altra allo scrutinio di una vecchia seduta. Questa, colta di profilo con il fazzoletto annodato dietro la nuca, tiene sulle ginocchia un foglio con segni crittografici. Alle spalle della giovane è raffigurato un gatto grigio, mentre in secondo piano a destra si vede un paiolo sul fuoco.
Il dipinto fu eseguito dal Fantoni, detto "l'Artist", il pittore decoratore a cui apparteneva la raccolta di opere, ora di proprietà comunale, acquistate probabilmente durante un soggiorno di lavoro in una località dell'Austria dove svolse la sua attività. Alla sua morte il Fantoni lasciò i dipinti in eredità alla moglie Caterina. Il gemonese don Valentino Baldissera ottenne che la collezione gli fosse ceduta in cambio di cento messe di suffragio per il defunto. Era sua intenzione donare la raccolta al Comun e "per iniziare una raccolta che forse altri benevoli donativi l'accresceranno e col tempo sia di lustro al paese e d'onore ai donatori". La vedova e il sacerdote si accordarono per centodieci messe da dire entro quattordici mesi. Così il 18 settembre 1905 le opere vennero portate in casa Baldissera. Alla sua morte, avvenuta nel 1906, i dipinti, grazie all'interessamento del sindaco Antonio Stroili, entrarono in possesso del Comune. Il 23 aprile 1907 "furono portati in Municipio e appesi alle pareti Sud-Est nella Sala Consigliare i 34 dipinti". In tale occasione il pittore Giacomo Brollo stilò la relazione con la storia della raccolta e l'"Elenco della piccola raccolta" che allora enumerava trentacinque dipinti. Questa tela è citata al n.5 come "quadro fatto di Luigi Fantoni detto l'Artist nel 1903".
Merluzzi F., Schede, in Il museo civico di Gemona. Catalogo delle opere, Gemona del Friuli (UD) 2007