Ritratto a mezzo busto dell'imperatore d'Austria Giuseppe II (1741-1790), effigiato in età giovanile. Il sovrano indossa una marsina nera con risvolti rosi ed esibisce la spilla dell’Ordine del Toson d’Oro, la stella dell’Ordine di Maria Teresa e la bandoliera bianca e rossa, colori dell'Austria.
Citato nell'elenco di G. Brollo (1907) come "Ritratto di Giuseppe II imperatore d'Austria", appartiene alla lunga serie di dipinti che hanno preso a soggetto l'illustre personaggio, che salì al trono alla morte della madre nel 1780.
Monarca pragmatico, artefice di numerose riforme, tra cui quella dell'Accademia viennese, mirava all'affermazione di un'arte ufficiale al servizio dello stato, elaborata da un'unica istituzione centralizzata sottoposta al controllo diretto del potere politico.
L'età giuseppina segnò il declino della decorazione tardo barocca e la brusca interruzione delle grandi commissioni ecclesiastiche che cedettero alla pittura da cavalletto di contenuto didattico e moraleggiate, in perfetta consonanza con il diffondersi dell'estetica neoclassica. In tale contesto la ritrattistica, grazie alla sua tradizionale funzione di instrumentum regi, veniva a condividere con la pittura di storia il vertice della gerarchia delle arti.
Merluzzi F., Schede, in Il museo civico di Gemona. Catalogo delle opere, Gemona del Friuli (UD) 2007