in basso a destra: E Mitri
Ernesto Mitri si ritrae a mezzobusto sullo sfondo di un paesaggio innevato. Con un cappello calato sul volto di scorcio, guarda orgogliosamente lo spettatore reggendo con la destra un paio di sci. I toni del colore sono giocati sui bruciati. Il quadro è incorniciato da una cornice d'epoca.
L'autoritratto è databile agli anni Trenta per la forma costruita sinteticamente con volumi solidi, evidenziati dai colori scuri e dai toni bruni ispirati alla pittura di Sironi. Mitri regge orgogliosamente gli sci riprendendo una posa documentata da molte fotografie degli anni Trenta, che lo vedono sulle nevi da solo o in compagnia della moglie Velia. L'amore per la montagna e lo sport, che traspaiono dal dipinto, "lo qualifica e lo definisce meglio di qualunque critica estetica" (Comini, 1952) La passione per l'attività sportiva spiega anche le raffigurazioni di atleti e di sportivi così spesso usate negli apparati decorativi degli anni Trenta. Per Licio Damiani l'Autoritratto con gli sci appare solidamente costruito e " impostato plasticamente su un velato fondo nevoso. Dal ritratto emanano energia, forza, gravità consapevole" (Damiani L., 1991, p. 18) L'impostazione verticale delle masse si ritrova anche nel Ritratto del fratello primo in divisa coloniale (1936) eseguito a matita grassa. (Damiani L., 1991, p. 17)