Sgabellini di legno di noce massiccio piallato e sgorbiato a mano, mordenzato di scuro, originariamente trattato a cera - ne rimane traccia nei fori dei tarli - quindi verniciato sommariamente a gommalacca a tampone. La f orma è essenziale, con seduta rettangolare in un'unica tavoletta fornita d i un foro sagomato al centro, e gambe a sezione quadrata, legate da basse traverse su tre lati. Nella parte frontale la traversa ed il sottosedile sono decorate da intagli sgorbiati a cartiglio riccioluto, mentre un decoro più semplice guarnisce il sottosedile posteriore. Carpenteria originaria ad incastro. Più recentemente la seduta di due sgabelli è stata ricoperta da un pannello in legno compensato incollato, rivestito da tessuto di cotone grigio - raso - con sottostante imbottitura fornito di passamaneria in tinta.
Collocabili al primo Settecento per la sobrietà della forma che ricalca ancora moduli tardo-seicenteschi, risultano molto antichi per quanto riguarda la tecnica esecutiva. Tradizionalmente questi sgabelli erano rivestiti dai coprisedile - differenti nelle dimensioni - realizzate ad arazzo alla metà del Settecento, ma l'intaglio originario non prevedeva imbottiture o coprisedili di sorta. Il motivo a cartiglio dell'intaglio è indicativo di una destinazione non popolare, come la scelta dell'essenza più pregiata; tali considerazioni possono suggerire un lascito gentilizio al monastero, come era d'uso nel passato, quando le novizie di famiglia nobile portavano una 'dote' spesso costituita da beni mobili. I manufatti dal 2018 non appartengono più al monastero essendo passati al mercato antiquario in seguito ad alienazione.