Oste che sorregge tra le mani una brocca di vino rosso sullo sfondo di un paesaggio carsico.
Il dipinto rientra tra gli interessi di tipo etnografico di Antonio Fonda Savio e, a giudicare dalle ricorrenze di soggetti di questo tipo nei cataloghi, il genere aveva un notevole successo di pubblico nelle mostre d’arte triestine della metà dell’Ottocento. In questo caso l’ignoto autore, da ricercarsi tra i molti specialisti attivi nel campo alla metà del secolo nell’area triestina, illustra un sorridente oste che ostenta una grande brocca di vino rosso, con sullo sfondo le colline del Carso. I prototipi stilistici di opere come questa, ben presenti nella collezione Fonda Savio, sono le immagini di gusto Biedermeier diffuse a Trieste da pittori come Giuseppe Tominz e soprattutto Giovanni Pagliarini, autore di scene di genere, lucidamente analitiche, di cui le cronache del tempo ricordano il successo, dinamiche che costringevano l’artista a replicare più volte quei soggetti, talvolta con minime varianti o in formato litografico, favorendone la diffusione a tutti i livelli e lasciando ampio spazio a seguaci e imitatori.
De Grassi M., Schede, in "Ricorda e Splendi". Catalogo delle opere d'arte dell'Università degli Studi di Trieste, Trieste 2024
Paris L., La sezione iconografica del Lascito Antonio Fonda Savio nel Sistema museale dell'Ateneo triestino, in Archeografo Triestino, Trieste 2013, serie 4, n. 63 (123)