Veduta dell'Anfiteatro di Pola.
Non firmata né datata, la tela è una delle molte vedute dell’Arena di Pola presenti nella collezione di Antonio Fonda Savio. L’unica traccia è la scritta a matita sul verso del telaio «Prof. Be[…]lli […] Padova», che potrebbe riferirsi all’autore, ma anche al proprietario del dipinto. L’autore ha scelto di inquadrare il monumento da un punto di vista molto simile, solo appena più in basso, a quello usato da Anton August Tischbein per il brano centrale della grande litografia a colori con un insieme di vedute di Pola, che potrebbe così aver ispirato la realizzazione di quest’olio.
Una possibile tangenza stilistica si può riscontrare con i pochi lavori noti di Giuseppe Broili, attivo a Trieste tra il 1825 e il 1860, e autore di vedute di Trieste e dell’Istria, e noto soprattutto per una serie di 25 incisioni dedicata a Trieste edita a Graz da Joseph Franz Kaiser e venduta a Trieste presso Paul Schubart. Dai confronti con la tipologia delle macchiette usate per popolare le sue litografie e dalle poche opere pittoriche transitate sul mercato antiquario si può prudentemente avanzare un’attribuzione all’artista.
De Grassi M., Schede, in "Ricorda e Splendi". Catalogo delle opere d'arte dell'Università degli Studi di Trieste, Trieste 2024
Paris L., La sezione iconografica del Lascito Antonio Fonda Savio nel Sistema museale dell'Ateneo triestino, in Archeografo Triestino, Trieste 2013, serie 4, n. 63 (123)