Eolo, re dei venti, è rappresentato alato, assiso sulle nubi, con le guance gonfie nell’atto di soffiare. Attorno a lui quattro putti con ali, di cui uno con in testa una coroncina di fiori, soffiano in altrettante direzioni diverse.
La figura di Eolo, che si gonfia nello sforzo di soffiare assumendo quella dinamica compositiva neomanieristica resa leggera e trasparente nei toni del filtro tiepolesco, è da Bison interpretata per contrasto di masse, quasi si esercitasse sui modelli cinquecenteschi presentati attraverso gli strumenti di studio accademico, dai disegni alle stampe di riproduzione. Tale virtuosistico contrapposto di volumi ricorda l'Ercole muscolare che si protende verso Venere dipinto da Bison in uno dei soffitti di Villa Spineda a Breda di Piave (Magani 1995) realizzati intorno al 1792-1794.
D'Anza D., Catalogo, in Giuseppe Bernardino Bison, Trieste 2012
Magani F., Schede, in Ottocento di frontiera. Gorizia 1780-1850. Arte e cultura, Milano 1995