verso, in basso al centro entro il riquadro del timbro: Silvia Vietri Giso / per / l'Ateneo di Trieste / 17/9/23
In questo lavoro le persone, ridotte a sagome nere, si individuano sullo sfondo bianco e marrone; alcune, a sinistra sono essenziali ma più definite, altre sulla destra e in alto nell'opera sono poco più che delle macchie nere.
L’opera è pervenuta nelle collezioni dell’Ateneo triestino grazie alla donazione di Silvia Vietri Giso e Anna Maria Reggiani, nell’importante occasione del Centenario dell’Istituzione.
Le scene corali delle Piazze d’Italia di Vietri, iniziate alla fine degli anni Sessanta e costantemente rielaborate, rappresentano una moltitudine di figure individuali che, pur essendo fisicamente vicine, sono spiritualmente distanti. Questi uomini, estranei tra loro nonostante condividano gli stessi spazi e percorsi, appaiono come presenze anonime, intrappolate in un'esistenza fatta di insoddisfazione e routine. Le persone, come nel presente lavoro, ridotte a sagome oscure, si fondono in una massa indistinta, perdendo la propria identità e annullandosi come individui.
Costella R., Tullio Vietri, Oderzo 2001