Il grappolo d'uva bianca, circondato da vigorosi pampini, resi nei toni screziati del rosso e del verde pallido, si staglia, netto, su uno sfondo bruno che gli conferisce un notevole risalto plastico.
L'opera, per l'analisi pittorica puntigliosa di ogni dettaglio della rappresentazione, può trovare la sua collocazione cronologica entro l'arco temporale della docenza di Luigi Comel alla Scuola Reale Elisabettina di Rovereto tra il 1895 e il 1913 e può precisarsi, più strettamente, intorno agli inizi del Novecento. Il figlio Alvise ricorda con queste parole il dipinto: "ed in uno più modesto è raffigurato un gigantesco grappolo di uva bianca, dipinto in grandezza naturale", aggiungendo ancora come spesso Comel, per motivi didattici dipingesse direttamente le nature morte nella sala di disegno della Scuola di Rovereto, in presenza dei suoi studenti.
Comel A., Luigi Comel pittore goriziano 1866-1934, Udine 1976