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Il filare di cipressi, presso la località di Salcano oggi in Slovenia, di un verde cupo uniforme, costellato da tocchi in punta di pennello di un verde più chiaro a rappresentare i giovani virgulti dei maestosi alberi, si accampa al centro del quadro. Nella parte bassa emergono i possenti, scuri tronchi, alcuni dei quali sono illuminati dalla luce meridiana, ad evidenziarne la loro scansione sui cespugli densi che delimitano il filare. Un sentiero, un vialetto campestre in terra battuta occupa la sezione inferiore del dipinto.
Lo stile impressionistico del dipinto, caratterizzato da abili colpi di pennello che ricreano un'atmosfera tranquilla e allo stesso tempo misteriosa, giustificano una datazione entro il primo quarto del Novecento, epoca in cui Comel, rientra a Gorizia dall'importante esperienza didattica roveretana. Nel 1918 allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, l'artista si trasferirà a Vienna per tornare nel capoluogo isontino alla fine del conflitto. Ma i legami con la metropoli austriaca datano a molto prima, quando il pittore goriziano affina la sua formazione artistica a partire dal 1887, prima presso l'Accademia di Belle Arti e successivamente alla Scuola Industriale d'Arte fino al 1892, allorché ottiene a Gorizia l'incarico della docenza di disegno a mano libera all'Istituto magistrale femminile e al Ginnasio dello stesso capoluogo isontino.