Paggio in riposo, dipinto, Lonza Antonio, XIX

Oggetto
dipinto
Soggetto
paggio
Autore
Lonza Antonio (1846/ 1918)
Cronologia
1873
Misure
cm - altezza 25.5, larghezza 36.5
Codice scheda
OA_135918
Collocazione
Gorizia (GO)
Palazzo Attems Petzenstein
Musei Provinciali. Pinacoteca
Iscrizioni

Il giovane, paffuto paggio, disteso su un cassone ligneo con maniglie metalliche, adagia il capo su un grande cuscino bianco dalle seriche sfumature, con espressione sognante negli occhi rivolti al soffitto. Il ragazzo indossa una livrea particolarmente ricca soprattutto per la sopravveste di broccato dorato, dalle ampie maniche svasate e foderate di seta. Nel buio della camera, tappezzata alle pareti da un tessuto operato di colore verde scuro al di sopra della boiserie, si scorge la mostra della porta, parzialmente celata dal pesante tendaggio scuro. Sul pavimento marmoreo a riquadri, intervallati da rombi neri, giace a destra, il copricapo del ragazzo.

Antonio Lonza (Trieste, 1846-1918), formatosi all'Accademia di Venezia (1867), prosegue la sua educazione artistica a Roma, insieme a Eugenio Scomparini, grazie al premio Rittmeyer, borsa di studio concessa dal Comune di Trieste (1874). Nella capitale, subisce la fascinazione dell'opera di Mariano Fortuny. Nel 1882 è presente al Salon parigino, ottenendo importanti riconoscimenti. Partecipa anche, con successo, alle esposizioni del Glaspalast di Monaco. Rientrato a Trieste, riveste per qualche tempo la carica di presidente del Circolo Artistico, morendo nel 1918. Di gusto "troubadour", l'opera è databile al 1873, quando nell'ambito dell'Esposizione Triestina di Belle Arti, nell'estate dello stesso anno, la tela, "di piccole dimensioni", viene così descritta: un "Giovane Paggio che steso sovra una panca e facendo delle mani origliere al capo si abbandona in balia de' propri pensieri e fabbrica castelli in aria. L'espressione del volto ti dice che il giovane culla in vastissime fantasie e in sogni dorati. Con questa nuova fattura il Lonza ha provato ch'egli cammina a passi di gigante per la via dell'arte, e che gli è serbato un bell'avvenire, sempreché perduri nello studio e nell'amore della nobile professione". La speranza, celata nello scritto dello sconosciuto giornalista de "L'Arte", non resterà delusa: circa un anno dopo, nel gennaio del 1874, come già accennato, Antonio Lonza sarà a Roma per perfezionarsi, insieme all'amico suo carissimo, Eugenio Scomparini.

BIBLIOGRAFIA

Malusà B., Antonio Lonza pittore (1846-1918), in Archeografo triestino, Trieste 2009, serie IV, v. LXIX

Pinacoteca Musei, Repertorio di ulteriori opere della Pinacoteca dei Musei Provinciali di Gorizia, in La Pinacoteca dei Musei Provinciali di Gorizia, Vicenza 2007