dipinto, Pollack Federico Gino detto Parin Gino, XX

Oggetto
dipinto
Soggetto
ritratto d'uomo
Cronologia
1925 ca. - 1928 ca.
Misure
cm - altezza 70, larghezza 48.7
Codice scheda
OA_135921
Collocazione
Gorizia (GO)
Palazzo Attems Petzenstein
Musei Provinciali. Pinacoteca

Apparentabile ad uno studio o ad un bozzetto, il piccolo dipinto, raffigurante il busto di un giovane uomo in atto di volgersi, con gli occhi vividi puntati verso il riguardante, pertiene ad un nucleo di opere acquisite dai Musei Provinciali di Gorizia, provenienti dallo studio di Magda Springer, pittrice, allieva e amica di Gino Parin. Il vortice cromatico bruno-avorio che inquadra il volto, con il fascio di luce che inonda da sinistra la camicia bianca e rileva i lineamenti del volto, si stempera dalle violente pennellate che incorniciano l'effigie virile, alla resa sapida e sensitiva del busto, in tutti i particolari fisiognomici e del colletto, in primissimo piano, tirato di bianco, quasi perno della composizione.

Databile alla seconda metà degli anni Venti, l'opera si inserisce entro un arco cronologico fitto di impegni per l'artista triestino, in Italia e all'estero, tra gli estremi della XIV Biennale veneziana del 1924 e della XVI, tenuta nel 1928, nel contesto della quale espone Ombre, suggestivo, fantasmatico ritratto postumo dell'amata Fanny Tedeschi, mancata nel dicembre del 1927. In questo torno d'anni ed entro i limiti temporali delle due Biennali succitate, infatti, Gino Parin prende parte a numerosi altri eventi espositivi, a suggello di una fama ormai acquisita: da Torino a Roma nel 1925, da Padova a Pittsburgh nel 1926, da Firenze e nuovamente a Torino nel 1927, per finire nel 1928, con l'adesione alla II Esposizione del Sindacato Fascista Regionale delle Belle Arti, organizzata nella città natale in cui è presente con Vanità, altro ritratto cardine della produzione pariniana ed ennesimo omaggio a Fanny. Il bozzetto tiene conto dell'elemento formale e volumetrico nella precisazione solida del volto, perfettamente ovale, ma non dimentica la lezione di Arturo Rietti (1863–1943), presente insieme allo stesso Parin nel 1927 all' Esposizione Nazionale d'Arte di Palazzo Pitti a Firenze, nelle istantanee e spumeggianti pennellate attraverso le quali sono fissati i dettagli del viso e del busto, della camicia e dell'atmosfera cromatica vorticosa che inquadra l'uomo, secondo un'interpretazione che indaga, oltre alle fattezze, anche la psicologia del ritrattato.

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BIBLIOGRAFIA

Pinacoteca Musei, Repertorio di ulteriori opere della Pinacoteca dei Musei Provinciali di Gorizia, in La Pinacoteca dei Musei Provinciali di Gorizia, Vicenza 2007

Ragazzoni C., Gino Parin, Trieste 2003, 5

Simbolismo Secessione, Simbolismo Secessione. Jettmar ai confini dell’Impero, Gorizia 1992

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