Il colle Sant'Elia, dipinto, Wostry Carlo, XX

Oggetto
dipinto
Soggetto
veduta del colle di sant'Elia a Redipuglia
Autore
Wostry Carlo (1865/ 1943)
Cronologia
1930 ca. - 1940 ca.
Misure
cm - altezza 70, larghezza 75
Codice scheda
OA_136062
Collocazione
Gorizia (GO)
Palazzo Attems Petzenstein
Musei Provinciali
Iscrizioni

La tavola presenta una potente visione simbolico-religiosa del Colle di Sant’Elia, luogo della memoria bellica isontina. Su un ampio declivio colmo di croci, disposte in modo fitto e crescente fino all’orizzonte, si erge al centro un altare coperto da un panno rosso bordato d’oro, isolato su una base rocciosa. La visione della figura del Cristo orante, raffigurato a mezzo busto, con le mani sollevate e il volto solenne incorniciato da un nimbo, domina l'intera composizione. Ai lati, due angeli in volo, si dispongono simmetricamente in atto di offerta. L’impianto è racchiuso entro una sagoma cuspidata, che accentua l’effetto iconico della scena. Il fondo, trattato con un’intensa tonalità ocra, conferisce alla composizione una luce calda e ieratica, mentre la linea di contorno marcata e la semplificazione delle forme rimandano alle soluzioni stilistiche adottate negli ultimi anni.

Il dipinto appartiene alla fase tarda di Carlo Wostry, quando l’artista – rientrato dagli Stati Uniti e ormai consolidato nell’ambito della pittura sacra – sviluppa un linguaggio sempre più essenziale, simbolico e votato alla monumentalità. L’interesse per le grandi composizioni religiose, maturato tra Vienna, Monaco e soprattutto nella lunga esperienza americana (dove decorò chiese a New York, Los Angeles, Miami e Pasadena), trova qui una formulazione compatta e solenne, che coniuga tradizione iconografica e intenti celebrativi.
Il tema del Colle di Sant’Elia, legato alla memoria dei caduti e al grande sacrario di Redipuglia, è affrontato da Wostry con un registro altamente evocativo: il Cristo orante domina la massa delle croci, trasformando il paesaggio in un campo santo universale, mentre l’altare con il drappo rosso potrebbe alludere al sacrificio eucaristico rivisto in una dimensione patriottica. L’uso di contorni marcati, dell’oro e delle gamme ocra rimanda sia alle esperienze decorative del pittore sia all’assimilazione di suggestioni preraffaellite e simboliste, da lui coltivate fin dagli anni giovanili.

BIBLIOGRAFIA

Carlo Wostry, Carlo Wostry. Da San Giusto a San Francisco, Trieste 2000