strumento/ manico, III d.C.

Oggetto
strumento/ manico
Classe
STRUMENTI, UTENSILI E OGGETTI D'USO/ SCRITTURA
Cronologia
1200 d.C. ca. - 300 d.C. ca.
Materia e tecnica
bronzo/ fusione/ martellatura/ a bulino
Misure
cm - larghezza 2.2, lunghezza 5.2, spessore 0.2
Codice scheda
RA_4686
Luogo di reperimento
Friuli Venezia Giulia; San Vito al Tagliamento (PN); Gorgaz
Collocazione
San Vito al Tagliamento (PN)
Torre Raimonda
Museo civico F. De Rocco

Corpo rettangolare con lati diritti, con sottile fessurazione all'estremità inferiore per l'inserimento del supporto; estremità superiore ovaleggiante, campita da due cerchi vuoti dal profilo interno cuoriforme, desinente in maniera articolata con una raffigurazione stilizzata di rapace (aquila?) volto a sinistra ad ali spiegate. Sul corpo, su recto e verso, spazio campito da motivo ornamentale costituito da quattro coppie di cerchielli oculati, poste tra loro a distanza irregolare

Già ritenuto essere una linguetta per cintura, il manufatto rientra invece in un insieme di attestazioni che si dislocano dall'Africa settentrionale (Marocco) ai Balcani e alle regioni renane. Fra di esse, al momento, solamente una risulta essere completa: si tratta di quella restituita dalla tomba 21, a incinerazione entro urna lapidea, della necropoli sud-orientale di Doclea (Duklja, Montenegro), da cui si evince con chiarezza che la parte bronzea costituisce l'immanicatura di un oggetto fornito di lama in ferro lunga e stretta con punta arrotondata, di cui, mancando negli studi la restituzione di alcuni particolari, non risulta possibile dirimere appieno la funzione originaria. Il fatto che tale strumento sia stato rinvenuto in associazione con elementi relativi alla scrittura sia con inchiostro (calamaio in bronzo) che su cera (spatola tipo Feugère A4a), due possibili etichette in osso, un coltellino, sembrerebbe, tuttavia, orientare verso una utilizzazione con essi coerente, legata, a prescindere dalla sezione della lama, alla necessità di dividere e/o tagliare sostanze che non avrebbero opposto forte resistenza: la diffusione depone in favore di una funzione e di una richiesta di mercato certamente generalizzate. L'ipotesi sarebbe avvalorata anche dalle somiglianze formali con i cosiddetti temperini con lama in ferro, usati per rendere appuntite le estremità dei calami realizzati con canne per scrittura a inchiostro, le cui impugnature di forma rettangolare mostrano presa ad anello e superfici decorate

BIBLIOGRAFIA

Giovannini A./ Tasca G., Metalli antichi del Museo di San Vito al Tagliamento. L'età antica e medievale, San Vito al Tagliamento (PN) 2016