Presenta corpo articolato: la parte centrale e portante, internamente cava e quindi destinata a essere infissa su di un supporto, mostra forma troncopiramidale allungata su base lievemente quadrangolare, superiormente articolata da un collarino, cui segue una sfera leggermente schiacciata; al di sopra di questa corre un braccio trasversale, a sezione quadrata, piuttosto sottile, che funge da raccordo e da sostegno per lo sviluppo in senso verticale dei due bracci laterali. Al di sopra del braccio trasversale si sviluppava una lunga asta: la parte iniziale è a sezione quadrata, ma è probabile, sulla scorta di altri esempi, che la parte superiore, ad andamento rastremato, assumesse sezione appiattita, con terminazione appuntita o sagomata a coda di rondine. Il braccio laterale sinistro rispetto all'osservatore è costituito da una rappresentazione figurata, composta da levriero in corsa colto nell'atto di balzare sulla preda in fuga, data da una lepre: i corpi dei due animali sono tesi ne
L'esemplare dalla località Gorgaz rientra in un gruppo di attestazioni (Treviri, Bonn, Colonia, Merida), tre delle quali (Trier, Bonn, Merida) in ottimo stato di conservazione, al quale vanno aggiunti due frammenti, da Allonne (Francia) e ancora da Treviri, più due esemplari (Milano, Roma) da ambito collezionistico e antiquario. Potrebbe trattarsi di manufatto legato ad ambiti religiosi orientali (Giove Dolicheno), ma non si può escludere anche un uso reale come insegna per le cacce, tipica espressione in epoca tardoantica dello status sociale ed economico dei domini, spesso legati al possesso di villae
Giovannini A./ Tasca G., Metalli antichi del Museo di San Vito al Tagliamento. L'età antica e medievale, San Vito al Tagliamento (PN) 2016