Si conservano quattro frammenti, tutti col medesimo impasto, riferibili ad un'unica figura. Rimangono parte della testa, del braccio destro, del polpaccio sinistro e un frammento non meglio distinguibile. La testa presenta una lunga barba, resa con ciocche lisce, e una bocca carnosa. Il braccio è invece tagliato superiormente all’altezza del gomito. Sembra che la figura non aderisse ad una lastra di fondo.
Si tratta di una statua di dimensioni di poco inferiori al vero, raffigurante un telamone. Sulla base della conservazione di questi pezzi assieme a quelli del frontone di Monastero, M.J. Strazzulla propone, in via del tutto ipotetica, la loro attribuzione al medesimo edificio sacro. La scultura sarebbe riferibile ad un’epoca non posteriore alla metà del I sec. a.C..
Mian G., I programmi decorativi dell'edilizia pubblica aquileiese. Alcuni esempi., in Antichità Alto Adriatiche, Trieste 2004, 59
Strazzulla M. J., Le terrecotte architettoniche della Venetia Romana. Contributo allo studio della produzione fittile nella Cisalpina (II a.C.-II d.C.), Roma 1987