Trozzella con orlo estroflesso, alto collo troncoconico, a profilo convesso, corpo allungato a profilo ovoidale, con anse verticali sormontanti, impostate sull'orlo e sulla spalla, provviste di doppia coppia di dischi ("trozze"), di cui quelli superiori sono di dimensioni maggiori; alto piede troncoconico e spalla distinta. Decorazione monocroma in bruno-nerastro, con piede e interno dell'orlo dipinti in bruno-nerastro; risparmiata la costa laterale del piede. Sul collo e sulla spalla, motivi geometrici disposti in registri, a partire dall'alto: gruppo di linee orizzontali diritte, fila di ovoli, tremolo, una serie di losanghe reticolate e una collana a corti pendenti; nella parte inferiore del corpo, fasce parallele; sull'orlo, tratti; sulle anse, linee verticali; sui dischi, linee radiali, alternate a punti solo su quelle superiori. Argilla: 10. Y R 7/3 very pale brown. Vernice diluita.
La trozzella risulta provenire dal sito apulo di Carvinium (Carovigno), come le trozzelle ID 21309 e 21310; trattandosi di un manufatto ricorrente nelle deposizioni femminili, è presumibile pensare, anche in ragione dello stato di conservazione, che provenga da un contesto necropolare, di cui tuttavia non si ha alcuna notizia.
Melissano V./ Giannotta M.T., Forma, tipo e produzione: primi risultati dallo studio delle trozzelle di Manduria., in Il dialogo dei saperi. Metodologie integrate per i Beni Culturali, Monografie dell’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali del CNR, Napoli 2010, I
Corpus Vasorum, Corpus Vasorum Antiquorum. Italia. Museo Nazionale di Taranto, Roma 1940, Fascicolo I, XV