Mattone circolare per i pilastrini a sostegno dei pavimenti sospesi in uno degli ambienti riscaldati (A12), con bollo di difficile lettura (TÎ.EROS o, più probabilmente, TÎ.EVR̂OS), con lettere a rilievo entro un cartiglio rettangolare.
Laterizi con bollo TÎ.EVR̂OS finora provengono soltanto dalle ‘Grandi Terme’: molti mattoncini per pilae furono recuperati nell’ambiente A12 da Luisa Bertacchi nel 1961 e altri nel settore nord-ovest delle terme da Paola Lopreato nel 1981. Le indagini dell’Università di Udine hanno inoltre individuato il medesimo bollo su uno dei bipedali che costituiscono il fondo di una canaletta sul limite orientale dell’ambiente A12, confermando che il marchio contrassegnava i laterizi realizzati per la costruzione dell’edificio termale di età costantiniana. Altri esemplari furono rinvenuti lungo la strada per Emona, a Ajdovščina, in ambienti termali dei castra e tra le rovine di una casa ad atrio datata anch’essa al IV secolo, dove forse giunse il surplus della produzione nata per le Grandi Terme, e, agli inizi del Novecento, tra le rovine del campanile di San Marco a Venezia, insieme a numerosi frammenti di epigrafi molto più antiche (databili per lo più al I secolo d.C.) per le quali è stata proposta recentemente una provenienza dall’area dei Colli Euganei: cfr. scheda Magnani-Rubinich in Costantino e Teodoro. Aquileia nel IV secolo, catalogo della Mostra (Aquileia 2013), a cura di C. Tiussi, L. Villa, M. Novello, Milano 2013, pp. 304-305.
Costantino e Teodoro, Costantino e Teodoro. Aquileia nel IV secolo, Aquileia/ Milano 2013