INFRASTRUTTURA VIARIA, Età romana-Alto Medioevo

Oggetto
INFRASTRUTTURA VIARIA - strada
Denominazione
TOR 023/ UA ANNIA 05 TORVISCOSA
Localizzazione
Torviscosa (UD) Bosco Grande
Cronologia
Età romana-Alto Medioevo
Codice scheda
SI_193

L’area archeologica individuata è distinguibile in due realtà: la prima a sud della Strada del Bosco Bando, l’altra a nord. Essa è complessivamente lunga 950 metri per una larghezza media di 20/25 ed è orientata in senso sud-est/nord-ovest. Il primo settore attraversa un’area di torba molto ricca ed è caratterizzata da un affioramento di conci di pietra di medie dimensioni (30-60 centimetri) frammisti a pietrisco. Il secondo si tiene, invece, su terreni più asciutti ed è costituito da un affioramento esteso su un’area di quasi 400 x 200 metri di ciottoli e di laterizi molto sparsi e frammentati. Di particolare interesse per spiegare questo enorme spargimento del materiale in superficie potrebbe risultare la notizia riferita dal Canciani, autore della prima indagine sul tracciato della Via Annia, secondo il quale in questo settore la strada sarebbe stata segnalata da una regolare elevazione del terreno (G. CANCIANI, Relazione della sub-commissione di S. Giorgio di Nogaro per la topografia delle Venezia nell’età romana. Dall’Ausa alla Zellina, Regia Deputazione di Storia Patria, Venezia 1885). Nel 1884 in corrispondenza della Roggia Ultima (oggi scomparsa) e poi tra la Roggia del Taglio e la Roggia della Castra furono condotte varie sezioni dal Canciani che indicarono in 18 metri la larghezza costante della strada per uno spessore medio di circa 50 centimetri. Nel 1948 in prossimità del percorso della strada in località Castra furono trovate due iscrizioni dedicate all’imperatore Massimino il Trace. Le due epigrafi sono conservate presso il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia.

Il lembo di strada messo in luce appartiene alla Via Annia (strada in uso tra il II sec. a.C. e il VI-VII sec. d.C.). L’ampia area di affioramento individuata nella zona a nord della strada del Bosco Grande sembra doversi attribuire allo sbancamento dell’aggere su cui correva la strada e ad un recente riordino del terreno.

BIBLIOGRAFIA

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