Il sito è noto da alcuni appunti di A. Puschi e da un relativo schizzo del sito, che colloca i ritrovamenti tra i due rami della strada romana proveniente da San Giovanni in Tuba. Viene fatta menzione di lacerti murari di ca. 60 cm (spessore?) e di una preparazione pavimentale in cementizio a base fittile per mosaico (andato distrutto), rinvenuto disperso nel terreno. L'area circostante conservava resti di tegole e di embrici.
Il sito è forse da collegare a un edificio di carattere residenziale, collegato verosimilmente al sistema stradale di età romana che percorreva l'area (UT 155 A, UT 164 A, UT 169 A della Banca dati "I siti costieri dell'alto Adriatico: indagini topografiche a terra e a mare"), in un'area interessata da molteplici evidenze abitative connesse al terzo ramo del Timavo (casa di Moschenizze: SI 859; UT 6 A della Banca dati "I siti costieri dell'alto Adriatico: indagini topografiche a terra e a mare"; villa del Randaccio: SI 860; UT 3 A della Banca dati "I siti costieri dell'alto Adriatico: indagini topografiche a terra e a mare"; palazzo d'Attila: SI 874; UT 4 A della Banca dati "I siti costieri dell'alto Adriatico: indagini topografiche a terra e a mare"; casa Pahor: SI 873; UT 159 A della Banca dati "I siti costieri dell'alto Adriatico: indagini topografiche a terra e a mare").
Auriemma R./ Degrassi V./ Donat P./ Gaddi D./ Mauro S./ Oriolo F./ Riccobono D., Terre di mare: paesaggi costieri dal Timavo alla penisola muggesana, in Terre di mare. L'archeologia dei paesaggi costieri e le variazioni climatiche, Atti del Convegno Internazionale di Studi (Trieste, 8-10 novembre 2007), Trieste - Pirano 2008