Il sito si trova immediatamente all'esterno del muro di cinta del castello nuovo di Duino e corrisponde a quello indagato dalla Soprintendenza nel 1982 in sondaggi condotti da Franca Maselli Scotti (SI 1245). Negli stessi sondaggi fu rilevato un riempimento che obliterava i resti abitativi riferibili alla fase preromana. Sulla base del materiale archeologico rinvenuto il "deposito" si data nell'ambito degli ultimi decenni del I secolo a.C., "anche se non mancano elementi riferibili all'inizio del I d.C." (Maselli Scotti 1983, p. 60). Per quanto concerne i materiali, si evidenzia il rinvenimento di ceramica a vernice nera, ceramica grigia, terra sigillata italica e nord-italica (in particolare vari esemplari di Acobecher), vasellame a pareti sottili, lucerne, ceramica comune e anfore. Tra queste ultime, è particolarmente interessante un'orlo di Dressel 6A con bollo riferibile alla produzione di M. Herennius Picens. Tra i bolli laterizi, sono presenti i marchi di L. Barbi L.L. Euporis.
Nel sondaggio di scavo non sono state rinvenute strutture: l'interpretazione dell'evidenza come resti di abitato è postulata sulla base del rinvenimento di laterizi. Secondo Franca Maselli Scotti, si tratta di evidenze sufficienti a suffragarne l'identificazione con Castellum Pucinum, località citata da Plinio e posta lungo la costa adriatica tra il fiume Timavo e Tergeste. Tale ipotesi verrebbe in parte corroborata dall'intensità della rete viaria di età romana rilevata lungo il promontorio Bratina e il bivio attuale di Duino.
Maselli Scotti F., Recenti testimonianze archeologiche romane della costa alto-adriatica, in Atti e Memorie della Società Istriana di Archeologia e Storia Patria, 1983, LXXXIII
Maselli Scotti F., Scavi della Soprintendenza Archeologica di Trieste. Anni 1980-82, in Atti e Memorie della Società Istriana di Archeologia e Storia Patria, 1983, n.s. 31